Cultura e Spettacoli

Wilco + Kurt Vile

Quarta strepitosa serata di Ferrara Sotto le Stelle 2016
di Edoardo Gandini, foto di Sara Tosi \ 05-07-2016 \ visite: 1540
Wilco Ferrara sotto le Stelle
 
Qualche mese fa, parlando con l’organizzatore del festival Bobo Roversi, ci eravamo soffermati sull'eccezionalità di questa particolare data di Ferrara Sotto le Stelle: mettere insieme un gruppo “con una carriera ventennale e un pubblico ben definito” e un altro artista più giovane “ che rimanda agli stessi suoni e con già una sua storia importante alle spalle”, che sarebbe più appropriato definire come co-headliner piuttosto che semplicemente opening act. L’idea di unire in un’unica serata, e che serata aggiungerei, i Wilco e Kurt Vile and The Violators nasce proprio da un’intuizione del quartier generale ferrarese come una “scelta fisiologica” dettata dal fatto che difficilmente chi ama i Wilco non apprezza anche Kurt Vile e viceversa.
 
Ieri sera nella storica cornice di Piazza Castello a Ferrara, quindi, era l’unica possibilità di assistere all’avvicendamento di questi due grandi artisti sullo stesso palco e, considerando l’ottimo riscontro di pubblico, si può tranquillamente affermare che Ferrara Sotto le Stelle abbia vinto l’ennesima scommessa.
 
Kurt Vile

La serata prende il via, come da programma, intorno alle 20.30 con il set del capellone Kurt Vile and The Violators; l’ex membro dei War on Drugs si presenta sul palco davanti ad un pubblico estremamente folto (soprattutto considerando l’orario) e variegato, che comprende giovanissimi e giovani di una volta. Le idee e le canzoni, che strizzano più di un occhio ai grandi nomi del genere folk come Neil Young o il più recente Beck, si susseguono senza sosta per un’ora esatta, eseguite con ottima precisione ma, nonostante io sia un suo grande estimatore, insufficiente trasporto che rischia di far sembrare il ragazzone del Delaware un pochino “freddo”. Non la pensa come me, in realtà, la maggior parte del pubblico presente mentre accoglie ogni finale di brano con scroscianti applausi e fischi di approvazione. Il set di Kurt Vile è un intelligente compromesso tra le atmosfere placide e sognanti di Wakin’ On a Pretty Daze e il quasi parlato del suo ultimo lavoro discografico B’lieve I’m Goin’ Down: passando molto facilmente dalla ballata di dieci minuti Waking On a Pretty Day, che a detta dello stesso artista parla di “svegliarsi la mattina e annusare qualunque sia la cosa che si annusa”, all’incalzante inno folk Pretty Pimpin o alle sonorità elettriche seventies di KV Crimes.
 
“Siamo tornati - annuncia il frontman dei Wilco Jeff Tweedy - quello è il nostro castello, ci piace moltissimo”; dopo il set del giovane Kurt arriva il momento del ritorno a Ferrara della band di Chicago. I Wilco, come al solito, non perdono molto tempo in chiacchiere e sulle note (o, meglio, divagazioni noise) di Ekg prendono posto sul palco iniziando il loro set come una raffica automatica di mitra.  L’inizio con Ekg appunto, More… e Random Name Generator (nell’ordine in cui compaiono nell’ultimo, splendido, Star Wars) è un vero e proprio manifesto dell’ Alt-Country di cui la band è da anni promotrice. Le atmosfere psichedeliche della recente, ma ormai leggendaria, Art of Almost, completano il quadro generale, mandando in visibilio il folto pubblico presente, accorso in Piazza Castello da ogni parte della penisola. Il concerto dei Wilco fila che è un piacere e la band da la netta impressione di non volersi mai fermare come quando, dopo un’ora, annuncia che “c’è ancora tempo per altre canzoni, molte altre probabilmente”; nel set di Tweedy e compagni c’è tutto ciò che li distingue da ogni altro gruppo al mondo e che da ormai vent'anni li mantiene nell’olimpo della musica. Il solito immenso gusto nell’unire le schitarrate semi acustiche alle melodie country, il tutto condito da una grandissima tecnicità, mai eccessiva e sempre al servizio della canzone, e una massiccia dose di stravaganza che rende ogni canzone non esattamente prevedibile: ne sono un chiarissimo esempio gli slittamenti noise di Via Chicago, in cui il rumore investe la voce di Tweedy che, placida, continua la sua melodia mentre alle sue spalle regna il caos.
 
L’apice del concerto, però, arriva durante l’encore in cui i Wilco si raccolgono tra loro per altri cinque brani tratti interamente dai primissimi lavori discografici: l’apertura con Misunderstood incarna perfettamente lo stile del gruppo, volto a far emergere l’organizzazione del caos che da sempre anima le loro composizioni, mentre le avvolgenti melodie di A Shot in the Arm, una chiara allusione al pop britannico dei Beatles tratta da Summerteeth del 1999, ha il compito si salutare l’estasiato pubblico presente.
 
I Wilco si confermano dal vivo, ancora una volta, una garanzia di successo: due ore di concerto per oltre venti brani in scaletta, che trovano nella loro dimensione live un habitat ideale, dove le più disparate emozioni trovano una perfetta armonia tra loro. Ancora una volta, quindi, la scommessa di Ferrara Sotto le Stelle si dimostra vincente, andando a pescare uno dei nomi di maggior affidabilità del panorama mondiale degli ultimi vent'anni e posizionandolo nella stessa serata con un altro artista di grande successo e dal futuro assicurato.
 
Vi ricordo il prossimo appuntamento di Ferrara Sotto le Stelle con i Last Shadow Puppets in programma questa sera e, salutandovi, allego le scalette di entrambi gli artisti presenti in questa strepitosa serata.
 
Wilco Ferrara sotto le Stelle  

Kurt Vile Setlist
 
Dust Bunnies
I’m An Outlaw
Jesus Fever
Girl Called Alex
Goldtone
Wakin On A Pretty Day
KV Crimes
Pretty Pimpin
Freak Train
 
 
Wilco Setlist
 
EKG
More…
Random Name Generator
Art of Almost
Pickled Ginger
Hummingbird
Handshake Drugs
Cold Slope
King of You
Via Chicago
Spiders (Kidsmoke)
Jesus, Etc.
Box Full of Letters
Heavy Metal Drummer
I’m the Man Who Loves You
Dawned on Me
Impossible German
The Late Greats
 
encore
 
Misunderstood
War on War
I’m Always in Love
California Stars
A Shot in The Arm

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