Cultura e Spettacoli

I Cani + Cosmo

Primo sold out di Ferrara Sotto le Stelle 2016
di Edoardo Gandini, foto di Sara Tosi \ 01-07-2016 \ visite: 1510
I Cani
“Questo è un pezzo vecchio e fa tu pa tu tu pa, come tutti gli altri” - a primo acchito verrebbe da dare ragione a Niccolò Contessa de I Cani: i suoi brani, soprattutto i primi, a fatica si distinguono l’uno dall’altro se non per gli ironici testi, ma nonostante questo non si può negare al giovane romano una decisa spinta verso un sempre sano cambiamento. Che Contessa non sia più quello di cinque anni fa lo si può tranquillamente cogliere dal semplice ascolto di Aurora, il suo ultimo lavoro discografico, molto più maturo (non ci voleva molto ma non facciamo gli schizzinosi) dei precedenti nella stesura di arrangiamenti e testi. La differenza stilistica si vede eccome rispetto a quando, nel 2011, il suo primo brano I Pariolini di 18 anni faceva strage di visualizzazioni su Youtube, portandolo ad una fama probabilmente inimmaginabile: un personaggio costruito ad hoc con il suo sacchetto di carta in testa ed un’identità nascosta (solo inizialmente però, perchè va bene fare il figo ma se ti fai vedere in faccia è facile che poi scopi di più) per accrescere un hype che effettivamente cresceva di ora in ora. Il prodotto finale, però, risultò immaturo, ripetitivo e un po’ paraculo, se mi passate il termine. Cinque anni di live, dischi, collaborazioni o semplicemente vita vissuta ci hanno restituito un artista fatto e finito, che può piacere o meno, ma che ha sicuramente un senso di esistere nel panorama italiano.
 
Questi sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto la terza data di Ferrara Sotto le Stelle 2016 verso il primo sold out stagionale; l’altro motivo si chiama Cosmo, Marco Jacopo Bianchi per l’anagrafe, chiamato ad aprire le danze nel palco del Cortile del Castello.

Cosmo

Il trentenne piemontese, accompagnato da una band di tre elementi, intrattiene il folto pubblico già presente nel cortile per una quarantina di minuti, calandosi perfettamente nell’atmosfera festosa della serata, dimostrandosi una perfetta spalla per l’headliner di turno.
Il synth pop di Cosmo è un buon connubio di elettronica, quasi discotecara, e musica d’autore della miglior tradizione italiana, per la quale non vorrei cadere nella facile tentazione di scomodare il maestro Battiato, ma l’idea è quella. Il punto più intenso del concerto si tocca, come prevedibile, sulle parole di L’Ultima festa che, posta sapientemente in fondo alla scaletta, trasforma l’intero cortile in una sorta di dance floor a cielo aperto con braccia al cielo e cori sguaiati.
 
Il cantautore di Ivrea è solo uno dei tanti fenomeni di massa nati in seguito ai semi piantati da Niccolò Contessa nell’underground italiano (sto pensando a Calcutta e Lo Stato Sociale su tutti ma la lista è lunga) e dopo solo mezz’ora dalla fine del set di Cosmo, tocca proprio a Contessa e alla sua band salire sul palco per “ristabilire le gerarchie”; in amicizia, si intende.
 
Ed effettivamente bastano appena novanta minuti per rimettere tutti al proprio posto: I Cani hanno un altro passo (e un altro seguito), alternando in scaletta i nuovi brani, come già anticipato ben più maturi e godibili, e i vecchi successi, accolti con grida di entusiasmo dalla folta schiera di fan. Nella frase “Torniamo a canzoni un po’ più allegre” è racchiusa la chiave di lettura di un po’ tutto il concerto: una frase che, violentemente, mette l’artista romano di fronte al suo profondo cambiamento. Gli sciocchi (ma simpatici, sia chiaro) testi degli esordi si scontrano con le ben più serie paranoie recenti (anche in questo caso Battiato è stato, probabilmente, più di un’ispirazione), come quando in Calabi-Yau ammette di non voler più guardare dentro se stesso perchè - e cito - “non c’è niente di niente” o quando in Finirà, posta sapientemente in fondo alla prima parte del concerto e tristemente subito dopo Non Finirà, tranquillizza i suoi ascoltatori sul non preoccuparsi del futuro perchè tutto “finirà con una apocalisse”.
 
Anche l’encore ha un sapore agrodolce: quando durante Sparire, suonata da solo sul palco, ammette che “quello che non mi fa addormentare…non è il triste destino che attende questo mondo cane / è la polvere che sta aspettando il mio ritorno”; a fine concerto, però, c’è spazio anche per quella leggerezza e semplicità che hanno dato la grande popolarità a I Cani, racchiusa perfettamente nel testo di Velleità o nello stage diving sul finale di Lexotan.
 
La bravura di Niccolò è stata, secondo me, nel capire che se “pure a sparire ci si deve abituare”, è molto meglio cercare di rinnovarsi e cercare altre strade piuttosto che adagiarsi sugli allori di un successo facile ma effimero.
 
Il prossimo appuntamento con Ferrara Sotto le Stelle è fissato per lunedì 4 luglio, quando Kurt Vile e i Wilco si daranno il cambio sul palco di Piazza Castello. Se non lo avete ancora fatto, segnate la data con un bel cerchio rosso.
 
 
I Cani
 
  1. Questo nostro grande amore
  2. Protobodhisattva
  3. Wes Anderson
  4. Hipsteria
  5. Le Coppie
  6. Non c’è niente di Twee
  7. Una Cosa stupida
  8. Calabi-Yau
  9. Aurora
  10. Il Posto più freddo
  11. Come vera nabokov
  12. Post Punk
  13. FBYC (sfortuna)
  14. Non finirà
  15. Finirà
 encore
 
16. Sparire
17. Corso Trieste
18. Perdona e dimentica
19. Velleità
20. Lexotan

i cani

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