Cultura e Spettacoli

​Ferrara Film Festival day 5

Eitan Pitigliani e il nuovo cinema italiano
di Chiara Ricchiuti e Giacomo Borgatti \ 07-06-2016 \ visite: 988
like a butterfly

È l'ultima sera del Festival, le proiezioni sono terminate e non ci resta che scoprire chi riuscirà a portarsi a casa i Dragoni d'Oro. Prima di incamminarci verso il Teatro per assistere alla premiazione ci fermiamo per un boccone al volo e, tra un cappellaccio e l'altro, scambiamo due chiacchiere con Eitan Pitigliani, regista romano del corto in concorso "Like a Butterfly".

"Chiamiamolo in un altro modo ti prego, il termine cortometraggio lo odio!"

"Like a Butterfly" racconta un frammento della vita di Nick che, fallendo un provino dopo l'altro, viene inseguito dalla manager amica Wendy, preoccupata sia del suo stato fisico che di quello psicologico. Il cast è composto da grandi volti come Ed Asner (Elf, Pioggia infernale, Radici) e da Cindy Pickett e Will Rothhaar (Cuori in Atlantide). Perché hai deciso di raccontare questa storia?

"L' idea del film nasce da una serie di riflessioni su alcune esperienze personali e dal bisogno di raccontare determinate sensazioni e emozioni. è stato Alessandro Regaldo, sceneggiatore torinese emergente, molto bravo con cui collaboro, a raccogliere il flusso di pensieri e a scrivere la storia che ha portato alla realizzazione del film. è il racconto di un ragazzo che, attraverso l'incontro con una vecchia star del cinema del passato, un uomo che ha avuto una vita colma di soddisfazioni, scopre il pieno valore della vita, lasciando cadere la corazza che si è creato per non soffrire. Non è difficile oggi trovare giovani che, forse inconsapevolmente, si sono resi ermetici al mondo per paura di soffrire. Tutti i suoi rapporti non sono veri perché lui stesso è come se non esistesse, se fosse solo spirito perché non accetta di esistere, non si sente vivo. Solo nel momento in cui gli viene diagnosticata una malattia entra in una dimensione che gli farà rivalutare tante cose. Il film è stato coprodotto con la Falcon Production, con Enrico Mastracchi Manes ed in collaborazione con Rai Cinema, che è stata anche importante per la distribuzione, infatti sarà visibile sui canali rai dal 24 giugno.

Un giovane che vive una vita che non riconosce, chiudendosi in se stesso e lasciando che emerga una maschera di quello che è. Un concetto che si ritrova anche in altre delle tue produzioni, come nel prossimo film breve che girerai, "Out of Control"

" Si, il corto racconta la storia di un ballerino che vive una vita che non è la sua ed è, come si intende dal titolo, fuori controllo. La sua sfida sarà il doversi confrontare con la realtà, perché ad un certo punto il suo atteggiamento lo porterà ad uno scontro con il mondo che lo circonda. Le riprese inizieranno a breve, gireremo tra luglio e agosto in Italia, avremo Roma come scenario della storia. C'è anche un film in progetto, che vorrei sempre girare in Italia, e sarà sul mondo del calcio, ma per ora non posso dire altro.

Vivi all'estero ma sei nato a Roma e hai studiato in giro per il mondo.

Ho iniziato i miei studi a Roma però decisi presto di voler confrontarmi con altre realtà, a 19 anni sono partito e ho vissuto a Londra e a New York, in cui vivo ancora oggi per dei periodi. Anche se sono romano e come se avessi due anime: una americana e una inglese, mi sento diverso in base a dove mi trovo. Però mi piace molto lavorare in Italia. È vero che c'è un po' di diffidenza verso i giovani, ma il cinema è innovazione e si riesce comunque a creare qualcosa di bello nonostante la poca attenzione data ai nuovi talenti. Basti pensare a Jacopo Saraceni e Gabriele Mainetti, produttore e regista di "Lo chiamavano Jeeg Robot", così come a "Non essere cattivo" di Claudio Caligari, per cui Paolo Vivaldi ha fatto la colonna sonora, due film realizzati controcorrente, che si sono dimostrati ben riusciti e molto belli.

Paolo Vivaldi lavora anche con te, la colonna sonora di Like a Butterfly è opera sua. Com'è nata questa collaborazione?

"Ho un sodalizio con Paolo Vivaldi, è un compositore eccezionale, riesce a capire quello che penso e vorrei realizzare e mi trasmette le emozioni che gli chiedo. Abbiamo lavorato insieme anche per un corto precedente, "You will find me- me reencontraras dentro de ti", con Andres Gil, vincitore del Golden Spike Award al Giffoni Film Festival. 16 minuti di quasi solo musica, perché è un flusso che si sviluppa tra i pensieri del personaggio, un ragazzo che va alla ricerca di suo nonno in Italia, affrontando un viaggio da Buenos Aires a Roma con solo un quadro e una poesia a guidarlo. A spingerlo è il desiderio di capire che uomo fosse, la vita che aveva fatto e le persone che ne facevano parte, fino a quando si ritrova a correre sul lungotevere convinto di vederlo a pochi passi da lui e, commosso, scoprirà un pezzo del suo puzzle".

Tanti progetti, lavori che sono stati premiati e collaborazioni importanti. È un periodo creativo per te!

"In realtà è un momento particolare, un periodo di positività che io collego ad un avvenimento in particolare, la prima di "Non essere cattivo" di Caligari, a Venezia. Non solo la bellezza del film, che secondo me è una delle produzioni più belle dell'ultimo periodo, ma anche il fatto di avercela fatta senza aver ricevuto molta fiducia, mi ha dato una spinta, ha acceso in me delle sensazioni che mi hanno portato ad essere più creativo, ma anche più entusiasta. Ho conosciuto delle persone che mi hanno ispirato, che hanno creduto in me e mi hanno aiutato. Posso dire che è stata un esperienza molto importante per me, un punto di svolta nella mia carriera artistica, perché mi ha permesso di creare qualcosa spinto da questa energia positiva. Credo che lui sia uno dei più grandi registi italiani, insieme ad Ettore Scola, ed entrambi hanno influenzato la mia vita".

Ferrara Film Festival, prima edizione. Cosa pensi significhi creare un evento del genere in questa città?

"Per prima cosa trovo eccezionale il direttore del Festival, Maximilian Law, perché ha messo insieme tutto questo in una città di cultura con una storia importante, non solo per quanto riguarda il cinema. Insieme alla vicedirettrice Alizé Latini, hanno portato tanti film di valore, anche con grandi attori come John Travolta o James Franco, ma anche dei corti interessanti, che normalmente il pubblico può scoprire durante eventi del genere. Non tutti i Festival, anche quelli ventennali, possono vantare delle venue come quelle che offre Ferrara e credo che sia un  momento importante, che nelle prossime edizioni potrà essere perfezionato". 

Eitan Pitigliani
 

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