Cultura e Spettacoli

Ferrara Film Festival day 3: Un grado di separazione

Il Terzo giorno, tra nuove conoscenze, risate e pochi spaventi
di Chiara Ricchiuti e Giacomo Borgatti \ 04-06-2016 \ visite: 1146

Conoscete la Teoria dei sei gradi di separazione? Secondo Frigyes Karinthy, scrittore ungherese dell'inizio '900, tutte le persone sono collegate tra di loro attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Ecco, da ieri noi abbiamo un grado di separazione da John Travolta. E da Marion Cotillard. E da Charlize Theron. A rendere possibile tutto questo è stato David Allen Cluck, produttore di The Forest, in concorso al Ferrara Film Festival, e assistente regista di grandi produzioni hollywoodiane, come The Artist. Lo abbiamo incontrato per parlare del film che sarà presentato durante la quarta giornata di proiezioni, per conoscere meglio un mondo del cinema da noi solo immaginabile e, soprattutto, per accertarci della salute della carriera di Travolta, suo grande amico con il quale ha lavorato in uno dei suoi ultimi film, I am Wrath. Nonostante un impaccio linguistico non indifferente e il nostro essere leggermente intimoriti da un personaggio di caratura internazionale, abbiamo trascorso piacevoli ore in compagnia di un uomo divertente, interessante e per nulla borioso. Non vi resta che attendere domani per scoprire cosa vuol dire essere un produttore ad Hollywood e non solo.

Ma David Cluck non è l'unico personaggio di rilievo presente a questa prima edizione del Festival: la terza giornata ha visto tra i protagonisti anche Andrea Sorrentino, costumista e storico collaboratore di Milena Canonero, vincitrice di 4 premi Oscar, l'ultimo dei quali per Grand Budapest Hotel. Sorrentino, che tiene a precisare di non aver legami famigliari con il celebre regista, lavora tra Roma e gli Stati Uniti ed è al Festival con il corto a sfondo sociale The secret of Joy, di Max Bartoli. Nel pomeriggio ha tenuto un interessante panel in cui ha mostrato quanto lavoro ci sia nella realizzazione non solo dei costumi, ma anche del trucco e dell'hair style, fondamentale perché lo spettatore si immerga totalmente nella psicologia dei personaggi. Sarà presente fino alla serata di premiazione e speriamo di riuscire a scoprire di più di come cambia il lavoro del costumista tra cinema e teatro.

Siamo sempre ad un Festival dedicato al cinema, quindi è il momento di rientrare in sala per una serata all'insegna di risate e spaventi. 
Il primo è un corto tutto italiano, Tinder Sorpresa, diretto da Riccardo Antonaroli e prodotto da Alessandro Melone. Il tema? I siti di incontri che, negli ultimi anni, sono diventati sempre più popolari anche tra i giovani italiani. Così due amici abbandonano lo stress degli esami universitari per catapultarsi in una mini avventura dal finale tragicomico. Finalmente ci facciamo due risate, dopo tutti i drammi visti nelle sere precedenti.
Si continua a ridere anche dopo, questa volta con più trasporto, con The Lonely Italian di Lee Farber e prodotto da Giovanni Labadessa, che vede come protagonista l'ex star di MTV Domenico Nesci, intento a trovare l'anima gemella online. Segue una personale Odissea sentimentale, disperso tra i più disparati siti di incontri, da Tinder a quelli più di settore, come quelli dedicati agli agricoltori, agli amanti degli animali..o dei vampiri. Girato come un docufilm in stile Borat, Domenico porta la sua italianità stereotipata ai massimi livelli, garantendo quasi 90 minuti di risate.

La felicità lascia spazio al terrore nella seconda parte delle proiezioni serali della terza giornata. E' il momento Cenizo, corto spagnolo, che affronta il drammatico tema dello sfratto dovuto a cause economiche in stile fumetto fantascientifico anni '50. Un corto solido, elegante, commovente che sarebbe servito perfettamente come prologo a quello che speravamo fosse un'ora e mezza di spaventi. P.O.E. 3, acronimo di Pieces of Eldritch, è senza dubbio un progetto interessante: raccontare sei diversi racconti del celebre scrittore Edgar Allan Poe attraverso altrettanti corti, utilizzando una forma ultimamente molto in voga nel cinema horror. I problemi però sono molteplici, nonostante le atmosfere siano a tratti ben costruite e le idee di base piuttosto buone, causati probabilmente da budget ridotti all'osso che tendono a consegnare agli spettatori dei prodotti non eccellentemente costruiti. Gli spaventi sono pochi, il sangue è presente in buona quantità ma tutto ciò, purtroppo, non basta a salvare una nave che imbarca inesorabilmente acqua, nonostante le buone intenzioni dei costruttori. 

Qui potete leggere i primi articoli:
Ferrara Film Festival: esplosione o implosione?
Ferrara Film Festival: day 1
Ferrara Film Festival: day2 il magico mondo di Makinarium





 

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