Cultura e Spettacoli

Ferrara Film Festival day 2: il magico mondo di Makinarium

Quattro chiacchiere con Leonardo Cruciano, vincitore di due David di Donatello con l’ultimo di Garrone
di Chiara Ricchiuti e Giacomo Borgatti \ 03-06-2016 \ visite: 1135
Leonardo Cruciano

Tra una proiezione e l'altra ci siamo allontanati dalle sale dell'Apollo verso il Palazzo della Racchetta, in cui, oltre alle quattro esposizioni presenti fino alla fine del Ferrara Film Festival, è possibile assistere ai Face To Face, incontri di circa un'ora e mezza con alcuni protagonisti del mondo cinematografico. Abbiamo così conosciuto Leonardo Cruciano di Makinarium, vincitore del David di Donatello 2016 nelle categorie Migliori Effetti Digitali e Miglior Truccatore per il film Il Racconto dei Racconti - Tale of Tales, diretto da Matteo Garrone (anche qui, se non l'avete visto avete perso un gran bel film). Grande assente della giornata il collega e collaboratore Tommaso Ragnisco, trattenuto sul set di una nuova produzione. Ma Leonardo Cruciano è talmente bravo a raccontarci qual è il loro lavoro, mostrandoci anche come sono state create le creature del Racconto dei Racconti, che il tempo corre rapido.

Scopriamo che Makinarium è una realtà giovane che riguarda il mondo degli effetti speciali in Europa, nata in concomitanza con i lavori per il film di Garrone, in cui si intrecciano effetti speciali e visivi. Chiamati effetti integrati, sono sia gli effetti tradizionali che l'utilizzo di quelli digitali, utilizzandoli in parallelo per creare un progetto fisico. Infatti, come ci mostra, le creature non vengono solo disegnate ma, dopo vari step, si arriva a produrre un oggetto fisico, di cui si svilupperà anche una copia digitale. Le due creazioni serviranno, nel montaggio finale, ad eliminare ogni difetto o finzione, per far si che nello spettatore si crei l'illusione che non gli permetta di capire dove finisce il reale e inizia il digitale.

Qual è stato il tuo percorso personale?

Io sono originario di Bari. Ho lavorato per anni in Puglia e dopo mi sono spostato a Milano, andando in giro per i parchi divertimento che in quel periodo aprivano in giro per l'Europa. Da lì 
sono passato alle mostre tematiche e al cinema che era la mia passione. Gli studi artistici mi sono serviti ma li ho implementati con studi di regia e di linguaggio cinematografico. Il grosso ‘sliding doors’ è stato quando sono stato chiamato per il prodotto HBO Rome, una delle prime grosse serie moderne. Per due anni ho lavorato come freelance sul film, e quello è stato il grosso trampolino di lancio perché in Italia mancavano le figure professionali, non esisteva il ruolo specializzato del maker di effetti speciali.

Cos’era Makinarium prima di Garrone?

Makinarium nasce con la produzione di Tale of Tales, ma chi ne fa parte ha in passato girato un po' il mondo per lavoro. Io personalmente ho lavorato con Ridley Scott, sulle serie dei Borgia o con Micheal Apted per Rome. Comunque per quasi tutti i prodotti americani, inglesi o stranieri che passavano per l'Italia, ci veniva richiesto, come laboratorio di Practical Effect, sempre una partecipazione, anche solo per delle piccole cose. Magari se uno vede il nostro curriculum nota la presenza di molte cose altisonanti ma non sempre sono dimostrative.

Cosa manca alle produzioni Italiane per rinnovarsi?

Secondo me in Italia manca un cambio generazionale. Io delle volte mi auguro la chiusura di determinate produzioni italiane, che magari spesso hanno la credibilità del budget. Se ci si affidasse a produzioni più giovani, più indipendenti o che vengono dal mondo dell'indipendente, che hanno realizzato corti o film con zero budget ma che hanno studiato tantissimo per arrivare alla loro grossa occasione, si farebbe la differenza. Noi stiamo cercando di fare produzione e coproduzione per questo, vorremmo diventare il logo che si associa a queste produzioni indipendenti perché si deve dare questo tipo di opportunità. Se non l'avessi avuta io sarei ancora a lavorare con la vetroresina per fare le pareti a san pietrino.

Si punta quindi ad arrivare alle produzioni americane?

C'è una differenza strutturale, non credo si possa cambiare troppo o scambiarci con i metodi americani, di cui va bene la pianificazione del lavoro, che ti permette una certa libertà, la possibilità di cambiare in corsa e di lavorare con un gruppo ridotto e di avere più competenze che riescono ad interfacciarsi tra di loro. Poi c'è una differenza di stile sul prodotto, se è italiano o americano, e quello è gusto personale.

Cosa dovrebbe fare un ragazzo interessato a questo mondo?

Ad oggi, molti aiuti arrivano da diverse Regioni. Ci sono ragazzi che possono partecipare a programmi come Bollenti Spiriti in Puglia, o Torno Subito nel Lazio, o altri stage che adesso sono 
creati dalle scuole. Ora è molto più facile andare all'estero, fare uno stage in una scuola a Londra e poi rientrare in Italia,ci sono molte più interazioni. Bisogna darsi da fare però, non bastano i corsi. Serve costanza e passione.

Curiosità personale: abbiamo visto che il prossimo film in uscita a cui avete lavorato è il remake di Ben Hur, diretto da Timur Bekmambetov (La leggenda del cacciatore di vampiri, Wanted) che ha uno stile più spinto con gli effetti digitali. Com’è stato l’approccio considerando lo stile completamente diverso richiesto dal lavoro in Tale of Tales?

Noi eravamo solo una parte, hanno chiesto la parte pratical, in particolare la corsa delle bighe. Con il digitale abbiamo fatto solo delle integrazioni relative o degli studi sul 3d. Fondamentalmente la nostra opera si vede sulle bighe fisiche e questo mi è piaciuto molto perché lui non è così digitale come può sembrare, la base di partenza è molto fisica. Ci sono molti stuntman, che sono incredibili, e infatti ci sono stati anche degli incidenti.

Ringraziamo Leonardo Cruciano per la sua disponibilità, rimaniamo in attesa di vedere i loro lavori sulla corsa delle bighe nel film storico di prossima uscita e ci avviamo in sala per le proiezioni serali. Senza un attimo di respiro. Pronti a concludere una lunga giornata di Ferrara Film Festival tra le poltrone della sala 1 del cinema Apollo, tra disertori dell’esercito italiano, strane famiglie degli Stati Uniti meridionali, streghe e strane storie d’amore.


Qui potete leggere i primi articoli:
Ferrara Film Festival: esplosione o implosione?
Ferrara Film Festival: day 1
 

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