Cultura e Spettacoli

​Ferrara Film Festival: day 1

Il Buono, il Brutto e il Cattivo della prima giornata della rassegna cinematografica
di Chiara Ricchiuti e Giacomo Borgatti \ 02-06-2016 \ visite: 1565
Ferrara Film Festival

E’ arrivato il momento. La prima giornata ufficiale del Ferrara Film Festival ha inizio pronta a consegnare alla popolazione cittadina e non solo una visione generale della situazione cinematografica mondiale. Tra problemi tecnici, documentari, cortometraggi, altri problemi tecnici, signore che sbuffano e film bizzarri di fantascienza, il Ferrara Film Festival taglia definitivamente il nastro e si prepara a partire a tutti gli effetti. E visto che stiamo parlando di cinema, e che soprattutto andare a recensire un film alla volta andrebbe bene se ci trovassimo su un dizionario Mereghetti o Morandini, abbiamo deciso di suddividere la giornata in tre: il Buono, il Brutto e il Cattivo. Un grande classico, lo sappiamo.

Il Buono. Anzi, i Buoni. perché tra le proiezioni della prima giornata abbiamo assistito a dei corti molto interessanti. Partiamo dal primissimo, proiettato alle 14, Like, di Giulio Manicardi, giovane regista presente in sala durante la proiezione. Un nuovo cattivo è in città: alto e piazzato, in smoking con tanto di guanti (uno bianco e uno rosso), dal volto coperto e con la verve da showman. Lui filma, osserva, segue i "criminali", li cattura e, in diretta streaming, lascia ai telespettatori la scelta, come un moderno Pilato: volete che viva o che muoia? Giudici e carnefici, i tanti telespettatori sono pronti a mettere un "like" a favore dell'omicidio o della salvezza del malcapitato di turno, che dovrebbe pagare per i suoi reati ma che il presentatore-giustiziere non consegnerà alle forze dell'ordine, perché sarebbe inutile. Crudo e dai toni cupi, ricorda un episodio di Black Mirror (se non sapete di cosa stiamo parlando, male!). 
Il secondo corto è 3000, di Antonis Tsonic, racconta la tragica realtà di due ragazzi ateniesi. Ari è un giovane colpito dal cancro, abbattuto dalla malattia che la chemioterapia non riesce a distruggere e dalla situazione economica famigliare, di cui si sente responsabile. Il suo migliore amico, Leon, cerca invano di trovare un lavoro in un Atene in piena crisi economica, dove gli unici ad assumere sono i delinquenti. In bianco e nero, corriamo per le strade della capitale greca sulla moto di Leon, ci guardiamo intorno per renderci conto della gravità della situazione, ancora più dolorosa negli sguardi dei genitori di Ari, pronti a vendere la loro casa per salvare il figlio. È un film denuncia, in onore di tutti coloro che hanno perso la vita dal 2013 al 2015 a causa dei problemi di natura economica.
Ultimo buono della giornata il corto del tardo pomeriggio, Carvina, di Marc Lucas. Speravamo che il cast avrebbe attirato più curiosi, uno degli attori principali è Salvatore Esposito (Genny Savastano in Gomorra), eppure la sala non supera i 30 ospiti. Il corto racconta la storia di un bar, passato da padre in figlio che, con la crisi, stenta ad andare avanti. Fra, il proprietario, insieme ai suoi amici Sara e Lollo, anche loro alla ricerca disperata di un lavoro, credono nella dea fortuna e, tutte le sere, sfidano la sorte raschiando via la polvere argentata dai gratta e vinci. Cosa accadrebbe se vincessero? E se la mattina, dopo una notte di festeggiamenti, si rendessero conto che il piccolo tagliando portatore di felicità fosse sparito? Una storia a lieto fine, che vede la bellezza risorgere grazie all'amicizia e alla creatività.

Il Brutto. Questa categoria non è riservata a nessuna pellicola ma a delle considerazioni generali su questa prima giornata. Ieri abbiamo assistito a 267 minuti di proiezioni su 461. Non perché le ultime 194 non ci incuriosissero ma perché, per problemi tecnici, non sono stati proiettati due lungometraggi. O meglio, i primi minuti di Smokings, di Michele Formassero sono stati proiettati per ben tre volte, ma il file aveva degli evidenti problemi di audio impedendo il proseguimento della visione. Il secondo, Kiss of Life, film turco che raccontava le avventure di un ipocondriaco alle prese con l'amore, non ha avuto tutte le necessarie approvazioni per essere proiettato. Ma è la prima edizione del Festival, sono problemi che causano qualche dispiacere ma, forse, possono capitare. Dopotutto ad accorgerci del difetto audio eravamo in pochi e questo ci fa sorgere una seconda domanda, tutta rivolta agli spettatori: ma dove siete? Dubitiamo fortemente che non ci siano amanti del cinema a Ferrara, o curiosi pronti ad assistere a prime mondiali o italiane. L'organizzatrice del Festival Alizè Latini si ritiene comunque molto soddisfatta per aver creato il progetto ed essere riuscita, insieme al collega Maximilian Law, a portarlo a termine, anche grazie alla collaborazione e alla fiducia dimostrata da tante realtà locali. Forse la giovane età dei due ideatori, magari perché gli orari settimanali non sono proprio comodi per chi lavora, non si può negare che ad assistere alle proiezioni, finora, siano stati in pochi.

Il Cattivo. O i Cattivi. Come Danny Glover e Alec Baldwin nel film fantascientifico di Francesco Cinquemani, Andron, che nonostante le aspettative basse si rivela un discreto “pastiche” cinematografico degno di un tempo in cui le pellicole italiane tentavano in tutti i modi di rientrare in un mondo ormai delineato da blockbuster e alti budget. I fantastici tempi del cinema italiano di genere dagli anni ’50 agli ’80. Cinquemani ci porta in un mondo futuristico in cui dieci persone vengono private dei loro ricordi e gettati all’interno di un labirinto, dal quale ne uscirà un solo vincitore. Seguono potenziamenti alla videogioco, scagnozzi impegnativi da affrontare come i coni arancioni dei cantieri stradali, tradimenti, battute discutibili e citazioni a Il Mago di Oz, cattivi che sembrano usciti da un episodio dei Power Rangers e tanto altro ancora. Perché Andron dura un’ora e quaranta eppure c’è tanto, tantissimo materiale che non viene sviluppato abbastanza, e che potrebbe essere espanso quasi tranquillamente in una miniserie televisiva da tre puntate, risultando così solo un godibile B-movie pieno di colpi di scena a tratti surreali anche per un film di fantascienza, tra i quali una Skin attrice che si rivela fondamentale all’evoluzione dell’intreccio. Se non è già abbastanza surreale questo.

Qui potete leggere il resoconto della prima serata:
Ferrara Film Festival: esplosione o implosione?

 

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