Utilità e progetti

Sea Hero Quest

Una app contro la demenza senile
di Chiara Ricchiuti \ 10-05-2016 \ visite: 17776
sea hero quest

 
Lo scorso venerdì, mentre la mia mente iniziava a percepire che avrebbe potuto trascorrere un meraviglioso fine settimana di semi relax, un amico mi ha dato una notizia che ha permesso al mio umore di migliorare ancora. La Deutsche Telekom, una delle più grandi aziende di telecomunicazioni presenti in Europa, ha presentato una nuova app, sviluppata da Glitchers con il supporto dei  ricercatori della University College London, University of East Anglia e dalle persone dell’Alzheimer’s Research. Nuova almeno per l'Italia, dove sta acquistando popolarità.
Questa applicazione, chiamata Sea Hero Quest, non è un semplice giochino tra i tanti che possiamo ritrovare negli store dei nostri cellulari. Appena aperta, infatti, dà il benvenuto al nuovo utente con una dichiarazione difficilmente trascurabile:
“Questo non è un gioco, ma una ricerca per aiutare a combattere la demenza!”
Chi me lo doveva dire che giocando con il cellulare avrei potuto fare qualcosa di utile! Sembra un'esagerazione, eppure studiosi e informatici hanno creato un sistema che, fungendo da enorme banca dati, aiuterà i ricercatori a studiare la perdita del senso d'orientamento, uno tra i primi segnali della demenza. Non è stato possibile finora produrre dei parametri adatti a comprendere se e quanto la perdita di questa capacità sia dovuta alla malattia o a causa del naturale invecchiamento ma, grazie a questa app, sarà possibile contribuirne alla creazione. Dopotutto, sembra che si passino circa 3 miliardi di ore sui videogiochi e, con solo 2 minuti su Sea Hero Quest, si produce una quantità di dati pari a quella che i ricercatori avrebbero in 5 ore di lavoro. Come se non bastasse, il campione risulta essere maggiore e i dati raccolti sono disponibili per gli studiosi di tutto il mondo.
La demenza ad oggi affligge 45 milioni di persone del mondo e, secondo i dati prodotti dalla Deutsche Telekom, ogni tre secondi si manifesta un nuovo caso.
Anche il padre del marinaio protagonista del gioco inizia a soffrire di demenza senile, dopo anni di navigazione, esplorazione e avventure, trascritte nei diari di bordo. Per aiutarlo a riacquisire i suoi ricordi, persi uno alla volta, il figlio decide di riaffrontare le avventure vissute e ripartire insieme, per riportare indietro il suo Sea Hero.
Il gioco è molto semplice e intuitivo, si divide in tre attività, ovvero navigare attraverso labirinti, ricordandosi le indicazioni date da una mappa prima di iniziare il nuovo livello, sparare segnali luminosi ricordandosi da dove si è partiti, vera e propria prova d'orientamento, e inseguire mostri e  creature marine, non per catturarli ma per fotografarli. Su una barchetta di cui si può modificare qualche dettaglio, come il colore dello scafo o la bandierina, si naviga attraverso i ghiacciai dell'Artico e spiagge dalle sabbie dorate, su cui vivono animali come pinguini e mammut. In arrivo anche le affascinanti barriere cristalline che, come il resto del paesaggio, non serviranno solo da sfondo ma faranno parte di un sistema ideato perché sia divertente ma sopratutto scientificamente valido.
Fino ad oggi l'app, riconoscibile grazie al grosso mostro rosa dalle sembianze di un calamaro, viene giocata da più di 5 anni (62 mesi) ed ha fornito ai ricercatori 774 anni di dati per la ricerca sulla demenza. 
20640 giocatori hanno "premiato" l'applicazione con le 5 stelle e tutti loro sembrano concordare sul fatto che il gioco, di per sé simpatico e piacevole, ha un valore aggiunto. Certo, non si può negare che è un app un po' pesante per un cellulare, ma a fine giornata due minuti di gioco non solo fanno bene alla ricerca, ma alleggeriscono anche le nostre menti affaticate.  Vi servono altri motivi per giocare?

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Utilità e progetti