Attualità e Viaggi

Cape Town Hobo

Vite da straccio
di Antonio Vergoni \ 05-05-2016 \ visite: 1292
foto antonio sudafrica
“ Hobo ” per Neil Anderson:  rappresenta una variante della dimensione della povertà, questi conducono una propria e specifica vita sociale costituendo un gruppo di uomini molto diverso dagli altri perche`creano una società con una cultura propria.*
 
È venerdì notte, le quattro in pacca, a dirlo sono i minareti verso Signal Hill da cui s'alza un levare d'arabia che si diffonde per tutta Cape Town. Risuonano anche i canti degli uccellacci della Montagna, son schiamazzi atroci, son bestiali ammonimenti, son lamenti e comunicazioni rituali in un vociare appassionato, improvviso e impressionante. I lampioni precari oscillano luce sulle case di Bo Kaap colorando le sue facciate di pastello. Sulla baia la notte c'è ancora e le sue note rieccheggiano trascinando le ultime o le prime anime per le strade. Lontano nel mare sta crescendo il nuovo giorno e dall'acqua s'alza quell'aria bianca di superficie, densa e ossigenata va verso la Montagna per rimbalzare e poi sguazzare a rigenerare quel poco che basta a chi se lo gode. Uno di questi sta salendo per Chiappini street in uno sciabattare gommoso e colpo stanco di tacco, sopra un paio di stivali neri s'accascia una braga blu fluo bassa oltre la vita stretta, issata alle spalle da bratelle elastiche sotto la giacca a vento da grande freddo. La divisa è infine completata con una canotta forellata giallocatarifrangente, l'abito d'ordinanza per quelli della strada da queste parti. L'hidalgo in questione si chiama Elia e s'affretta a risalire verso casa, i canti dei muezzin segnano per lui l'ora di sparire dalla down town, con i nigeriani che gestiscono gli affari intorno ai locali notturni che su queste ore iniziano a farsi pericolosi. Elia è un uomo che cerca di evitare i guai, gira comunque sempre un po` armato, oltre al popolare bastone ogni tanto ci aggiunge una specie di spadino, un piede di porco ma con l'elsa raffinata da lui, o un coltello diverso ogni giorno, ma sempre elaborato e tutto ben nascosto dai suoi palandrani. Elia ha frequentato Poolsmoor, il mega carcere di massima sicurezza della città, più e più volte è stato rinchiuso e ogni volta ne è sempre uscito ingrassato e ripulito,come dice lui, tra quelle mura è di casa. La storia di una delle volte che è andato in galera me l'ha raccontata una sera, quella volta che aveva fermato un gruppo di ragazzini che stavano facendosi di Tic (anfetamina) nel suo quartiere. Dopo avergliela sequestrata a mò di lezione morale, si era poi fatto beccare pochi metri più in là dalla polizia mentre l'assaggiava. A poco son bastati la sua dialettica tagliente e il suo fino intelletto contro l'effluvio d'ingiurie e calunnie proferite a suo danno dal gruppo di delinquentelli. E così s'è preso sei mesi, gli ultimi, fino ad ora.
Elia una volta ha ucciso un uomo, era a Durban all`epoca e di anni se n'è fatti quattordici, storia di gang, acqua passata. Rischiando la vita per uscirne ha preso poi l'unica direzione possibile, il piu` lontano da li`e poi sempre in giro e infine scegliendo, per ora, di vivere sulla Montagna di Cape Town e in strada. La sua è negli abissi del distretto finanziario, l'ultima parte dell'infinita Bree Street, prima delle gru del porto. La giornata di Elia, finita in fuga, era iniziata a metà mattina con il giro di saluti rituale ai suoi compagni di marciapiede dove poi s`accascia per buona parte del giorno, alternandolo con l'uscio del rivenditore di batterie in fondo alla strada e spostandosi solo per seguire l`ombra. Col giusto ritmo è anche parcheggiatore, lo è principalmente, almeno lo è a tempo pieno e fuori dall'orario di quelli ufficiali, per il resto si occupa dei rifornimenti di cibo, un lavoraccio costante ma mai sufficiente. Con il denaro è lo stesso, salta a destra e a manca per elargire quei favori, richiesti e non, da cui poi s'aspetta educatamente la moneta che non sempre arriva, ma per Elia è lo stesso, lui la prende come viene e accetta le promesse. Nato sulla East Coast qualche decennio fa, da madre forse colorata e da padre forse bianco, lui si definisce zulu e si definisce anche un uomo di una certa cultura. E`difatti un vorace lettore, si alimenta da una piccola libreria indipendente in un ristorante italiano, l'unico che gli da credito. Per lo più legge romanzi storici, ma è appassionato anche di gialli e di libri sui naufragi. É in più un tipo di una certa attualità, è biografo della strada, tutto conosce sulla storia dei palazzi, oltre a quella della città, a partire dal suo quartiere, Bo Kaap, dove non vive ma conosce tutti e tutti conoscono lui. Elia è anche padre di famiglia, una delle mogli, la più presente è anche quella che lo segue di più sul lavoro, ne amministra i beni e lo aiuta a scacciare le minacce. Elia ha quattro figli ma neanche uno da una delle sue mogli: due son sulla strada come lui, una è insegnante di scuola elementare e uno è un pezzo grosso di una multinazionale a Johannesburg. Un ragazzo è con lui qualche sera, si dice che sia suo figlio, non gli somiglia per niente e sembra più vecchio di lui, ma può anche essere e poi va bene così perchè gli fa compagnìa. Per Elia la compagnìa è importante, è sempre circondato da qualche amico con cui condividere un pò di tempo rimanendo immobili a seccarsi al sole o ridendo insieme per ore mangiando come sempre l'immangiabile e bevendo l'imbevibile. È di quelli che vivono sulla strada cercare alleanza, per quelli almeno che sono ancora nella condizione umana, prima del degrado totale, quando si disfano per sempre della pena d'essere uomo per trasformarsi finalmente in bestie**...Elia qualche anno fa era arrivato lì, sempre nei guai tra furti e spaccio e una volta per questioni di prostitute era finito con un vetro nella schiena. Quasi dissanguato s'era trascinato da solo sulla montagna da dove ne era poi ridisceso qualche settimana più tardi sfoggiando fiero a tutta Lower Bree la più bizzarra delle cicatrici. Lui usa quello che la montagna gli offre quando ne ha bisogno, dal cibo fino ai medicamenti per ogni tipo di appetito, trauma o dolore. Una delle figlie è attualmente incinta e con le stesse necessità delle donne gravide perciò Elia non manca di aiutarla con la sua medicina. Alcune volte ha mal di pancia perciò lui la fascia con foglie di una palma dal nome impronunciabile, l'avvolge intorno ad un panno caldo a mò di impacco, poi lei s'addormenta e dopo un'ora è come nuova. Ogni tanto è cacciatore di serpenti, almeno per quelli intorno alla sua abitazione e li mangia pure, non tutti e alcuni dice siano deliziosi. Esce spesso le notti di luna piena, quando il mare e la montagna impazziscono di vita, lì dove il mare luccica caccia anche i pesci per poi salire dal Noon gun quando il vento è proprio troppo e lì, tra rocce e rovine, cucinare in pace il suo cartoccio e godersi la vista sulla notte.
 
*Definizione di “hobo” tratta dagli scritti di Neil Anderson. Quella riportata e`una descrizione parziale e non rappresenta il principale significato di hobo ma rispecchia una sua variante come nel caso di Elia.
**citazione dal film Fear and Loathing Las Vegas
***Noon gun è un cannone posizionato sulla collina, serviva un tempo per dare l'ora alla città. Tutti i giorni spara un colpo a mezzogiorno.

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