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Ludosport Italia: quando la fantascienza sfiora la realtà

Intervista a Piero Dipalo, istruttore ferrarese di Light Saber Combat
di Mirco La Gioia \ 03-05-2016 \ visite: 19835
star wars day

Il 25 Maggio 1977 nei cinema statunitensi esordisce Star Wars. Da lì a oggi, altri sei film, con la promessa di vederne ancora – almeno – altri cinque. Una saga dal successo incredibile, carica di quella ventata di novità capace di attirare i più in un mondo che, goffamente, muoveva allora i primi passi. Guerre Stellari - nome con cui ha fatto il suo ingresso in Italia - ha saputo nel tempo ergersi a icona del mondo fantascientifico, portando al pubblico una serie di elementi unici e inconfondibili, cui la sola vista richiama il marchio targato LucasArts. Emblema – tra tutti – sicuramente la spada laser, oggetto e arma appartenente ai jedi, figura chiave e imprescindibile dell’universo di George Lucas. E chissà quanti fan, di qualsiasi età, si saranno mai chiesti come possa essere maneggiarne una e usarla in combattimento. Effettivamente tutto ciò, è già possibile dal 2006 grazie a Ludosport Italia, la prima accademia al mondo di combattimento sportivo con spade laser, fondata da Simone Spreafico, Gianluca Longo e Fabio Monticelli a Milano.
L’innovativa disciplina, denominata “Scherma con spada luminosa” o “Light Saber Combat”, da Milano raggiunge Torino e altre città italiane in poco tempo, raccogliendo un numero crescente di praticanti e destando interesse anche al di fuori dell’Italia.
Nel 2014 i maestri fondatori di LudoSport costituiscono la Society of LudoSport Masters, associazione culturale che si occupa della diffusione del Light Saber Combat in tutto il mondo. Nasce così LudoSport International, network di cui Ludo Sport Combat Academy ASD – con il nome di LudoSport Italia – è primo e più prestigioso membro.  La disciplina è permeata in tantissimi paesi stranieri, permettendo così persino l’organizzazione di competizioni europee e, con l’arrivo in America – scettica fino a poco tempo fa - anche mondiali.
Di Palo
A parlarcene nel dettaglio però, ci ha pensato Piero Dipalo, 25 anni, istruttore e gestore dell’accademia targata Ludosport a Ferrara.
Piero è un ragazzo che, come tanti, ha la passione per Star Wars. La sua avventura nel mondo del Light Saber Combat comincia, un po’ per caso, da un regalo: una fedele riproduzione di lightsaber ricevuta a Natale. Cerca su Internet, si informa e scopre con vera sorpresa che con le spade laser – quelle giuste - si può anche combattere. Conosce così Ludosport, il cui centro più vicino a Ferrara è a Cento. Una vera fortuna per lui, vista la così grande curiosità suscitata da nient’altro che qualche pagina internet.
A Marzo del 2015 comincia il suo primo allenamento e da allora non smette mai di allenarsi. In poco tempo si dimostra una vera e propria rivelazione, ottenendo in meno di un anno addirittura l’abilitazione all’insegnamento, dopo aver preso parte a un corso lungo dieci giorni alla SIS (Scuola Internazionale Superiore), boot camp dedicato al lightsaber combat, ove ha sostenuto un allenamento intensivo a contatto con i tre maestri fondatori della disciplina.
Il 22 Gennaio apre ufficialmente l’accademia a Ferrara, tenendo lezioni ogni Venerdì dalle 20.00 alle 22.00 in Via del Commercio 32, presso Dock Sport Village; a oggi Piero Dipalo ha partecipato a ben  quattro tornei – vincendone due -  e ha presenziato anche a un Europeo.
A noi lui spiega fondamentalmente i motivi del successo di questa nuova arte, definendosene innamorato fin dal primo istante. Nella sua vita – ammette – ha praticato di tutto e di più, ma mai si era ritrovato a contatto con tutta quella serie di emozioni ed esperienze che il lightsaber combat gli ha permesso di scoprire. Gran parte dell’unicità di questo sport – ci dice – deriva dal “SECURI”, anagramma di “Servizio” (aiuto e disponibilità reciproca), “Cura” (attenzione nel dettaglio al fine di plasmare un compagno o un allievo in modo da renderlo un avversario ideale, per arrivare così a una progressione collettiva) e “Rispetto” (una serie di atteggiamenti e attenzioni nei confronti dell’avversario, attuate per porre gli sfidanti sullo stesso piano, al di là delle loro capacità).
Un altro elemento fondamentale è il “controllo”, parola con cui si intende la destrezza del praticante, al fine di colpire con la maggior rapidità possibile, senza mai nuocere l’altro. Molte persone sono bravissime ad assestare un colpo rapido e potente, ma quante sono capaci di arrestare il moto dell’arma in prossimità del bersaglio? Proprio qui entra in gioco il controllo, dettaglio che ha permesso appunto al Lightsaber Combat targato Ludosport di spopolare persino in America, laddove altre pratiche con altre regole – per niente sicure per altro – esercitavano già da tempo la loro egemonia sul settore.
Sviluppare il controllo però non è una cosa così semplice e - non a caso - occorre almeno  un anno e mezzo di allenamento, prima di potersi dire pronti ad apprendere un nuovo stile, per un totale di sette (ognuno dei quali racchiude una serie di forme ispirata da arti effettivamente preesistenti).
Parlando degli allenamenti, per l’appunto, una sessione in un’accademia – ci viene spiegato - si divide generalmente in riscaldamento, didattica e combattimento e l’attrezzatura adatta viene puntualmente fornita proprio da Ludosport.  Tra le varie, ovviamente, non può mancare la spada laser. Ma com’è una lightsaber delle accademie Ludosport? Piero ci chiarisce che si tratta di POLARIS, un particolare tipo di spada costruita sulle esigenze del praticante, leggera quanto resistente e nettamente migliore rispetto alle concorrenti sul mercato, sia per prestazioni che per affidabilità. Un punto forte delle Polaris è senza dubbio ciò che concerne la manutenzione dello strumento. Essa infatti può essere smontata con estrema facilità e riparata da chiunque o quasi, al contrario – per esempio – di ciò che solitamente accade quando a rompersi è una Saber Forge (la spada laser più popolare sul mercato), dove anche la rottura di un semplicissimo led comporta la sostituzione intera dell’arma, per un prezzo pari a quello del primo acquisto.

Per quanto riguarda il futuro, Piero Dipalo si è detto veramente ottimista. Ai più potrebbe sembrare impensabile, ma sperare di vedere (in un avvenire  magari non proprio prossimo) il lightsaber combat alle Olimpiadi non è in questo caso – seppur con della discreta ironia – fantascienza, rispondendo la disciplina perfettamente ai requisiti  fondamentali di cui uno sport olimpionico deve tenere conto. Lo stesso Piero ha ammesso che si sta lavorando intensamente su questo punto, ma che è ancora difficile sbilanciarsi su una data esatta.
E per quanto riguarda Ferrara? L’obiettivo di Piero è quello di realizzare una vera e propria accademia e/o tempio, aperto tutto il giorno, con dei dormitori, dove chiunque possa seguire lezioni a qualsiasi orario, recarvisi anche semplicemente per fare due chiacchiere e accrescere  lo spirito di gruppo che, secondo il nostro talento ferrarese, è l’elemento chiave di Ludosport, organizzazione vista da lui stesso più come una vera e propria famiglia.

“Quello che cerco subito di comunicare alla gente è che, sebbene l’espetto coreografico possa ingannare, non si tratta di un’esibizione, ma di un vero e proprio sport”.  – Piero Dipalo 

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