Cultura e Spettacoli

Una lezione di cucina e di vita con un personaggio della tv

Da Masterchef al sogno della stella Michelin
di Nicolò Baglioni, Alessio Branchini 2°B \ 27-04-2016 \ visite: 1018
simone finetti
Foto by masterchef.sky.it

“Mia Nonna per tenermi buono mi metteva in mano il mattarello” queste sono le parole dello chef Simone Finetti, ex concorrente della edizione 2015 di Masterchef, di Consandalo, che ha incontrato i ragazzi della 2B dell’indirizzo biologico-ambientale.

La passione per la cucina è nata fin da piccolo quando ammirava la nonna che Simone definisce “la più grande chef che io conosca”. E’stata la prima ad insegnargli i piatti tipici della cucina ferrarese. È stato letteralmente “bombardado” dalle domande dei ragazzi alle quali ha sempe risposto con il sorriso.
Come è stata la tua esperienza a Masterchef?
“Mi sono divertito un sacco. Non mi aspettavo tutto questo riscontro da parte del pubblico. Mi scrivono tante persone, mi fermano per la strada e mi chiedono l’autografo e questa cosa mi fa molto piacere. E poi è stata una bella esperienza in cui ho potuto conoscere molte persone. Non solo i concorrenti, ma anche i ragazzi della produzione, i tecnici. Sono eccezionali. Un’emozione che sicuramente non dimenticherò mai.”
Con chi sei rimasto in contatto degli altri concorrenti?
“Mi sento quasi con tutti. Ovviamente ci sono alcuni con cui ho un rapporto più stretto ed altri no. Vado più d’accordo con Stefano Callegaro con il conte Giuseppe Garozzo, con Gabriele Costantino e Carmine Giovinazzo. Nessuna antipatia, anche se a volte ci sono alcuni che hanno parlato alle spalle per fare i furbi. A me piace giocare con onestà.”
Cosa fai adesso?
“Ho appena finito il corso all’Alma di Parma seguito da Gualtiero Marchesi. È stata un’esperienza molto bella ma faticosa. In pochi mesi ti insegnano di tutto. Ho poi una società che si occupa di catering, lavoro molto con le aziende vinicole, preparo dei percorsi degustativi e sto facendo qualche programma in televisione. Tutte esperienze che mi danno la possibilità di studiare e di guadagnare qualcosa. Però il mio sogno è quello di aprire un ristorante e di conquistare la stella Michelin. Ci vorranno però almeno 5 o 6 anni ancora. Non mi sento sufficientemente pronto adesso.”

Durante la sua lezione di cucina, chimica e biologia lo chef ha insistito molto sulla necessità di una corretta alimentazione facendo riflettere tutti i ragazzi

“Noi viviamo in Italia che a livello gastronomico è un’eccellenza che tutto il mondo ci invidia. Dobbiamo mantenerla a tutti i costi. Per fare un buon piatto la materia prima deve essere di qualità. Non andiamo a comprare frutta e verdura nei grandi supermercati, ma dal contadino che l’ha appena raccolta. Il sapore di una zucchina della grande distribuzione non è lontanamente paragonabile a quella dell’ortolano. Un’altra cosa sulla quale riflettere sono i piatti della tradizione. Man mano che passa il tempo i nonni non ci saranno più e se le nuove generazioni non imparano e non mantengono le tradizioni chi li farà più i tortelli stesi con il mattarello in legno? La macchina per stendere la pasta facilita sicuramente, ma non sembra ma con gli strumenti più arretrati cappelletti e cappellacci hanno tutto un altro sapore. Attualmente vanno tanto di moda i ristoranti di sushi dove ti danno da mangiare tutto quello che vuoi con 19.90 euro. Ma cosa pensate che vi diano per quella cifra?”

In questi giorni Simone sta registrando una nuova trasmissione televisiva: un format ideato dall’amico Samuele Bison de La Zanzara dove andranno alla scoperta dei tesori dell’enogastronomia in maniera scanzonata perché la cucina è gioia, ovviamente puntando sempre sulle eccellenze.

“La cucina è un po’ come la vita: bisogna seguire le proprie passioni, lavorare duramente, studiare ed avere equilibrio, perché altrimenti, nei piatti come nelle esperienze quotidiane, si rischia di bruciare tutto.” Così ha concluso il suo incontro Finetti prima di concedersi a numerosi selfie, autografi e tanti sorrisi.

 

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