Arte e Letteratura

Uno, nessuno e centomila/Ragionevoli dubbi/Sull'amore

#Librarsi1
di Irina Aguiari \ 23-04-2016 \ visite: 1454
23.04.2016
La complessità della vita, dell’animo e dell’esperienza umana è la protagonista delle storie e delle riflessioni di Vitangelo Moscarda, Guido Guerrieri ed Herman Hesse.

Un giorno, apparentemente normale e banale nella sua ripetitività, Gengè Moscarda ha contemporaneamente perso se stesso e si è riscoperto centomila persone diverse. Quando il riflesso di uno specchio gli ha restituito un’immagine diversa da quella che si aspettava, un fiorire di nuove idee ha stipato la sua mente. In un momento, estemporaneo e fugace, gli è apparso chiaro ed evidente che la percezione umana non è la realtà, l’essenza delle cose. Quell’estraneo che ha incontrato nello specchio non era lui, ma allo stesso tempo era semplicemente un altro lui. E così questi incontri di altri se stessi si sono moltiplicati in compagnia della moglie, dei colleghi e degli amici: quando a tutti sembrava che in salotto ci fossero sedute a chiacchierare soltanto tre persone, il Moscarda ne vedeva il triplo o il quadruplo. Non solo le persone fisiche, ma la percezione che di ognuna di queste avevano le altre, in una moltiplicazione esponenziale di personaggi ognuno dei quali non è mai uguale a se stesso nelle sue distinte riproduzioni. Una visione d’insieme geniale che questiona la personalità di ognuno e il suo rapporto con gli altri, un punto di vista tanto esclusivo che lo condannerà all’emarginazione sociale, alla fama di folle.

Un travaglio di riflessioni alla ricerca del senso ultimo dell’esistenza e della propria personalità. Un processo a se stesso che l’avvocato Guerrieri affronta in uno degli episodi delle sue avventure letterarie. Per un professionista della giustizia che in un mondo disilluso continua a credere nella nobiltà del sistema giuridico dello stato di diritto, la vita è un giudice severo ed intransigente contro un imputato indifeso. Fin da ragazzino, cresciuto a Bari negli anni Settata, occorre fare la scelta giusta: avere ben chiaro da che parte si vuole stare. Guido l’eskimo non se lo toglie neanche davanti ai fascistelli del paese, non cede alle loro provocazioni anche a costo di farsi picchiare. Quando poi uno dei protagonisti del passato irrompe nella vita presente come un personaggio completamente diverso da quello fissato nei ricordi del protagonista è il momento di decidere con che difesa presentarsi davanti ai magistrati dell’esperienza. Guerrieri districa le scelte della vita in un compromesso poco equilibrato tra senso del dovere e pulsioni emozionali. Una storia intensa e vissuta, seppur con un finale discendente; un scontro tranquillo tra i sentimenti e l’ordine quotidiano delle cose: un binomio da cui sorge immediata una riflessione sull’amore.

Un’emozione che Hesse studia delicatamente, ma a fondo attraverso una serie di situazioni e una rosa di personaggi ricca di sfumature. Racconti e poesie sull’amore, in diverse fasi della vita di un uomo e in diversi contesti. Dalla giovinezza fino alla maturità, dal luogo di lavoro all’ambiente mondano della vita notturna. Un’indagine dettagliata sulle reazioni dell’animo e sull’elaborazione razionale di queste. Un monologo con se stesso lungo una vita per giungere alla conclusione che l’amore ama l’amore. Un climax ascendente dalle prime esperienze incerte e relativamente soddisfacenti fino alla piena consapevolezza di cosa significhi impersonare il ruolo dell’amante. Essere colui che non gioca con l’amore perché ama l’amore che non è un gioco, l’amore che attinge nutrimento da se stesso, motore di tutte le cose grazie alla sua intensità.

23.04
Disegno di Giulia Tornesello

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