Attualità e Viaggi

​Ilaria e la sua bicicletta

Intervista a Ilaria Corli
di Valentina Chendi \ 18-04-2016 \ visite: 1696
Ilaria Corli
Foto di Valentina Chendi
Determinata, orgogliosa, equilibrata, ambiziosa e sognatrice.
Sono questi i cinque aggettivi con cui Ilaria Corli si è descritta quando l’ho intervistata. Ci siamo incontrate un banalissimo martedì di aprile, davanti ad un caffè, con il suo manager Paolo Mecca.
Una ragazza semplice che ha fatto grandi cose.
Non voglio raccontare di Barcellona-Ferrara, di Ferrara-Oslo , del viaggio fino a Caponord o del 2° posto alla Granfondo del Po. Non voglio ricordarvi che è Tecnico Federale di Triathlon e che sta prendendo la sua terza laurea. Sono cose che saprete già: la fama di Ilaria e delle sue imprese la segue ovunque, anche in Norvegia, quando davanti ad un museo di arte rupestre, un gruppo di turisti italiani riconosce la Bianchi, la sua bicicletta, e conoscendo il suo viaggio nordico chiede foto, video e racconti. Praticamente una star. Eppure chiacchierando con lei in una caffetteria di Ferrara, mi è sembrata una delle mie numerose amiche viaggiatrici, umile e decisa a realizzare ogni sogno, a costo di svegliarsi ogni mattina alle 7 e allenarsi 5 giorni la settimana nonostante nebbia,pioggia e freddo. 
Da novembre si sta preparando alla sua prossima sfida: la Trans America Bike Race, ovvero una competizione ultracycling che la porterà ad attraversare gli Stati Uniti coast to coast. Per Ilaria è la prima volta fuori dall’Europa e le difficoltà non sono poche, ma lei sembra decisa a crescere, a superare i suoi limiti, fisicamente e geograficamente. Dal 2010 la bicicletta è la sua fedele compagna nei viaggi, ma Ilaria è una viaggiatrice da ostello e zaino in spalla da molto prima: almeno una volta l’anno fa un viaggetto in solitaria, un mese in Portogallo, un periodo in Sicilia, diverse toccate e fuga europee. Ma al classico viaggio turistico preferisce quello con le due ruote: “Viaggiando in bicicletta si riescono a vedere luoghi che difficilmente i turisti visitano: le montagne, un lago inesistente sulla guida, un paesino sperduto, la gente locale. Quella è la vera essenza di un paese!”. 
Io, che sono curiosa, la riempio di domande per capire com’è l’ “Ilaria versione viaggio”: è attenta, previdente, cerca di non cacciarsi nei guai e sceglie sempre paesi sicuri (ecco perché questa volta ha optato per gli States), non è amante della vita notturna, preferisce svegliarsi presto e pedalare il più possibile, scattando qualche foto e facendo qualche video per i suoi followers su Youtube. Sente la solitudine raramente, quando la sera è nel letto e vorrebbe condividere le esperienze della giornata con qualcuno; la maggior parte del viaggio, invece, si sente piacevolmente estraniata, come se fosse in una bolla felice in cui esistono solo lei, la bici e la natura. 
“Mi piace ascoltare per ore il silenzio, sentire soltanto il rumore delle ruote in sottofondo. La bici fa emergere le mie emozioni, quando pedalo mi sento sempre a mio agio ed entro in connessione con me stessa.” Nella competizione come nella vita, la bicicletta ha insegnato a Ilaria una serie di lezioni importanti: “Ho imparato a pormi sempre obiettivi ambiziosi, ma senza esagerare, avanzando step by step buttandomi in imprese che sento alla mia portata. Ho capito come ascoltare il mio corpo senza mettere mai in secondo piano la mia salute.” 
La preparazione al suo prossimo viaggio è dura, ma l’Ila mi sembra proprio una tipa tosta: “Ci sono mattine in cui mi alzo e c’è nebbia o piove: ecco, invece di rinunciare ad allenarmi, mi 
impongo di uscire lo stesso, perché il lavoro di ogni giorno è un tassello in più che tra qualche mese mi permetterà di raggiungere il mio obiettivo. Quando penso al viaggio in bici che mi aspetta, lì trovo la forza.” 
Ilaria e Paolo mi spiegano che negli ultimi anni il ciclismo e il triathlon si stanno aprendo sempre di più alle donne, anche se continuano a rimanere attività sportive prevalentemente di stampo maschile, ma non per una questione di fatica fisica, bensì per problemi di tempo a disposizione: trattandosi di sport che richiedono tante ore di allenamento e dedizione, scoraggiano per esempio le mamme, che faticano a trovare il tempo sia per la bici che per i figli. Invece i bambini e i ragazzi seguiti da Ilaria sono entusiasti e praticano questi sport sottoforma di gioco, la seguono in tutti i suoi viaggi e fanno il tifo per lei. 
Per concludere, se volete cimentarvi in un’impresa in bicicletta, Ilaria consiglia: “Fatelo assolutamente! Non è così difficile, lo dico sempre a tutti. Non partite alla sprovvista, preparatevi
piano piano, cercate di conoscere la vostra bici e imparate almeno a riparare la camera d’aria. Abituatevi a stare ore e ore sulla sella, calcolate bene gli itinerari e…partite!”.
Le scatto qualche foto davanti al castello estense, lei tutta fiera con la sua maglietta da ciclista. “Dai Vale, che magari un giorno ci facciamo un viaggio insieme!”, mi dice. Certo Ila, ci
vediamo quando torni. In bocca al lupo!

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