Attualità e Viaggi

A Si Misma #3 (Cate)

La suonatrice
di Irina Aguiari \ 17-03-2016 \ visite: 1126
Caterina 1
Jones è sepolto nel cimitero di Spoon River o sotto una collina. Per Edgar Lee Masters è un violinista, per Fabrizio De André un flautista, nelle traduzioni all’italiano di Fernanda Pivano un suonatore.
Caterina studia pianoforte. Si è diplomata al Conservatorio di Ferrara e ora frequenta un Master di interpretazione a Valencia. Quando concluderà gli studi, le piacerebbe partire come volontaria per il Brasile ad insegnare musica e diventare organizzatrice di eventi musicali per cui esiste un corso a Milano.
Vivere a Valencia chiamandola casa è molto diverso dal trascorrerci un semestre in Erasmus: durante i primi mesi da straniera tutto sembra folgorante, ma continui ad essere un italiana all’estero. Quando, poi, torni nella stessa città con la prospettiva di trascorrerci almeno un paio di anni tutto cambia. Si cominciano a frequentare persone del luogo, si assorbe la cultura, si interagisce con i paesaggi: ci si contamina con una cultura diversa dalla nostra ed inevitabilmente si diventa qualcun altro o si diventa se stessi.
Come Jones, quando si ha la musica nel sangue e la si eleva a vocazione della propria vita: tutti lo sanno e tutti vogliono sentirti suonare. Al suonatore, resta la gioia di risvegliare la propria libertà attraverso la musica. Il progetto ambizioso che Caterina sta disegnando per sé: lasciare che la sua vita segua il percorso della sua arte, muoversi dove la porta la scelta di suonare per gli altri.
Caterina 2
“Nonostante qui abbia trovato la mia seconda famiglia, potrei decidere di partire. Mi piacerebbe uscire dall’Europa, andare in qualsiasi parte del mondo. Mi sento cittadina del mondo”. Ovvero, mettere in pratica l’indipendenza, l’autodeterminazione. La libertà, appunto.
“Conto ancora sull’appoggio dei miei genitori, ma questa esperienza mi ha rafforzata molto. Sento che ora potrei risolvere da sola qualsiasi problema mi si presenti”. Il suonatore e la suonatrice non inseguono i falsi miti a cui i più ambiscono, offrono la faccia al vento, si rallegrano con il vino e non si curano di nulla. Anche quando un ostacolo si pone sul loro percorso sanno come proseguire oltre perché sono disponibili. Disponibili alle sfumature della loro esistenza, mossi dal desiderio di fare ciò che gli piace: scelgono sempre il gioco.
Ed è per questo che donandosi alla libertà e non al denaro, non all’amore né al cielo, i suonatori ritorneranno alle loro terre accompagnati dagli strumenti di una vita con una risata rauca e molti ricordi, ma nessun rimpianto.
 
 

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