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Come Lucrezia

8 marzo Giornata Internazionale delle Donne
di Irina Aguiari \ 07-03-2016 \ visite: 1690
8 marzo giornata

L’otto marzo è la Giornata Internazionale delle Donne. La prima proposta di organizzare internazionalmente questa manifestazione venne avanzata da Clara Zetkin durante la Conferenza delle Donne Socialiste di Copenaghen del 1910. Ricorre il giorno 8 marzo in memoria di una rivolta di operaie e contadine russe a Pietrogrado che rivendicavano pane e pace e che diede inizio alla Rivoluzione Russa. Nel 1977, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ufficializzò la scelta di questa data.
L’otto marzo è un giorno di festa e di lotta, contemporaneamente. È un giorno di festa perché grazie alle operaie, alle contadine, alle schiave, alle povere, a tutte le donne oppresse che hanno rotto le loro catene oggi godiamo di alcuni diritti: possiamo votare, ricevere un salario, partecipare, protestare, divorziare, abortire, riposarci. Ma è anche un giorno di lotta perché i nostri salari sono più bassi, i nostri aborti negati dagli obiettori di coscienza e ci restano ancora molti stereotipi da distruggere e molti diritti da conquistare.
L’otto marzo non è la giornata del “donnismo” (traduzione del concetto spagnolo di “mujerismo”) per cui essere donne è, di per sé, meraviglioso; non rivendichiamo l’identità che il patriarcato ci ha assegnato costruita sulla femminilità, la maternità, la bellezza, l’amore, l’ascolto; non lottiamo per un falso discorso di uguaglianza in cui i diritti vengono negati tanto alle donne quanto agli uomini; non ci illudiamo di aver raggiunto la parità di genere in tutti gli aspetti della vita quotidiana.
L’otto marzo è la giornata di tutte e tutti coloro che non vogliono essere complici di un sistema in cui metà della popolazione mondiale gode di meno diritti e meno opportunità. È un’occasione per ribadire quali sono le nostre rivendicazioni: la ripartizione della responsabilità della gestione domestica con le istituzioni e con gli uomini, lo stesso salario per lo stesso lavoro, l’aborto libero e gratuito, il laicismo, la liberazione da una società che ci uccide, ci impoverisce e ci vuole sottomesse. 
L’otto marzo appartiene a chi si oppone ai sistemi di oppressione, a chi è consapevole che il sistema capitalista non si sosterrebbe senza il lavoro gratuito imposto alle donne, a chi riconosce che la violenza contro le donne è in sé un’arma di guerra, a chi percepisce il potere del patriarcato come un’arma di repressione, a chi sente che il peso della sostenibilità della vita ricade sulle donne, a chi crede nell’autodeterminazione sul corpo e sulle scelte sessuali di ognuna di noi.
L’otto marzo è la nostra rivincita sulla storia maschilista. Dimostreremo al presente che non saremo più Parisina, decapitata perché adultera e che nessun Niccolò III potrà giudicare e punire la nostra moralità e la nostra  condotta sessuale. Saremo, piuttosto, Lucrezia. Capaci di svolgere compiti e funzioni tradizionalmente maschili come la politica o la diplomazia. Libere di scegliere per noi stesse senza che questo significhi macchiare la nostra reputazione, senza reputazione alcuna.
L’otto marzo saremo avvelenatrici e cortigiane orgiastiche, ma pur sempre libere di sceglierlo.

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