Attualità e Viaggi

Gran bella cosa è amare

14.02.2016
di Irina Aguiari \ 14-02-2016 \ visite: 1324
cuoreamore
Illustrazione di Valentina Zerbini

Questo è il disegno di un cuore stilizzato. È fatto a mano, non da un artista e non è anatomicamente preciso. Tra le linee tracciate a matita, se per un attimo lasciamo che si addormenti il raziocinio, si intravedono due sagome.
Non hanno lineamenti, non hanno caratteristiche peculiari e tuttavia non sono identiche, non sono simmetriche. Sono simili, ma allo stesso tempo diverse e separate, indipendenti. Si guardano, una di fronte all’altra, obbligate a rimanere in quella posizione e a comunicare solo attraverso i segni di graffite sul foglio. Ciò che fa in modo che non si contaminino le avvicina: quella linea, che dalla parte destra si protende verso quella sinistra. È una carezza. Si percepisce il movimento, la tensione di quel gesto e lo sforzo che una delle due sta compiendo per l’altra. Si sta avvicinando a lei per sfiorarla, per stabilire un contatto anche se non sa se ci arriverà mai. Magari quella carezza potrebbe cadere nel vuoto se nessuno la volesse ricevere, potrebbe essere respinta e bisognerebbe far ritornare tutte le linee nella loro posizione. Interrompere immediatamente la conversazione e riavvolgere tutto, il più presto possibile. Di linee, però, ce ne sono due che partono da lati opposti ma che si incontrano, quasi al centro. È la linea di sinistra che sta prendendo quella di destra e l’accompagna nella sua carezza. L’ha accettata e ha risposto. Ha detto sì.
Non può essere una coincidenza, non può davvero. Uno degli organi vitali, a cui associamo l’inizio e la fine della vita assomiglia a due amanti. Devono averci commissionati ad uno scultore decisamente sentimentale perché abbia scelto questa forma. Quelle due sagome trasmettono amore, si percepisce guardandole. Senza nemmeno bisogno di chiedersi quale sia il maschio e quale la femmina, se siano due uomini, due donne, un’unione civile, un matrimonio, una coppia di fatto. Io me le sto già immaginando colorate di rosso, che è il colore dell’amore (come diceva Pierangelo Bertoli nel ’74) ed è il colore del sangue. Ho già smesso di credere alle casualità, non ci casco più: nelle mie vene sta scorrendo amore. È quello che mi scalda, che mi fa arrossire, che sento pulsare dentro di me. Invidio quelle due sagome perché ci ho visto un sentimento, ma non romantico o letterario. Questo disegno non sembra una citazione, non è il verso di una poesia o la strofa di una canzone: parla di un’altra realtà. Qui, non esiste una festa degli innamorati perché abbiamo imparato a celebrarci continuamente e soprattutto ad innamorarci continuamente. Non abbiamo bisogno di rose rosse o cioccolatini perché i nostri regali sono molti di più e molto meno costosi. Il regalo che ci facciamo ogni giorno è la quotidianità: ogni giorno decidiamo di regalarci un nuovo giorno. È quello che stanno facendo quelle due sagome: si stanno dicendo che si amano e per dimostrarselo, non devono compiere imprese memorabili. Ogni giorno, fanno solo due cose: svuotarsi e riempirsi insieme. L’importante è che continuino a battere: tum-tum. Sì, ma se smettessero? Se smettessero si fermerebbe ogni cosa, non esisterebbe più niente.
Potremmo imitare quelle due sagome almeno per un giorno, questo famigerato 14 febbraio. Evitiamo di andare a comprare i regali dell’ultimo minuto, risparmiamo tempo per fare uno sforzo, per allungarci e accarezzare la persona o le persone che amiamo. Non dimeniamoci nell’invano tentativo di bloccare le carezze degli altri: lasciamo che ognuna e ognuno scelga a chi rivolgersi. Spendiamo i nostri minuti per esprimere i nostri sentimenti, per dichiarare il nostro amore: non occorre una data per festeggiare, un’occasione che renda ogni cosi unica ed irripetibile. Impariamo la quotidianità, l’ordinario più che lo straordinario, concentriamoci sulla sincronia di tutti i nostri battiti, giorno dopo giorno più che sulla frazione di secondo in cui quei battiti si sono fermati. Facciamo scorrere quel sangue caldo con impetuosa potenza ed irrefrenabile entusiasmo.

Viviamo. Amiamo.
 

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