Cultura e Spettacoli

Masini riporta indietro le lancette

Intervista al cantautore da 7 milioni di copie vendute
di Jale Oveissi, Matteo Marangoni, Federico Branchetti \ 21-01-2016 \ visite: 1723
Masini

Si è conclusa sabato sera al Teatro Nuovo la seconda parte del Cronologia Tour, il concerto con cui Marco Masini ripercorre a ritroso i momenti più belli della sua carriera, facendo riassaporare al pubblico le emozioni di ieri attraverso pezzi rivisti e riarrangiati.
Il cantante, che all’inizio del mese è volato fino a Buenos Aires per uno spettacolo sold-out ed è tra gli autori della canzone che Noemi porterà al prossimo Festival di Sanremo, ci ha concesso una breve intervista prima di salire sul palco.
Lei ha fatto molta gavetta mentre al giorno d’oggi molti artisti emergono tramite internet o programmi tv costruiti ad hoc. Cosa pensa di questo cambiamento?
“Credo sia gavetta anche quella, nel senso che non è detto che chi partecipa ai talent show non abbia fatto qualcosa in precedenza. L’esperienza si può fare in qualsiasi modo e momento della nostra vita, anche a tre o quattro anni cominciando ad ascoltare, suonare, improvvisare ed appassionandosi a questo mondo.”
In questo momento che tipo di percorso proporrebbe ad un artista emergente? Tanta gavetta o la strada più breve dei talent?
“Essendo cambiata la realtà i 'metodi di ieri' non funzionano più, come in qualsiasi altro settore del resto: attualmente si possono raggiungere certi obbiettivi soltanto attraverso alcuni parametri e mezzi. L'unica cosa che mi sento di consigliare è di arrivare preparati anche alle scorciatoie, perché poi, queste portano comunque al traguardo e bisogna essere pronti a difendere quello che tanto avremmo voluto raggiungere. I talent funzionano insomma solo per chi ha alle spalle una ricca gavetta, fatta di studio, di letture di se stessi, di schiaffi, di testate sul muro e di momenti difficili.”
Nel 2009 ha cantato a Sanremo una canzone che è una dichiarazione d’amore per il nostro paese. Si è rotto qualcosa in questi ultimi anni?
“La passione per l’Italia rimane sempre, anche se il mio paese, come tutti gli altri, è in continua evoluzione perché si trasformano la società e la politica mentre mutano gli ideali e i punti di riferimento che muovono gli uomini: il pensiero di oggi non varrà più domani ma l’amore… l’amore è e rimarrà l’unica costante.”
Cosa pensa, invece, di Ferrara?
“In passato mi è capitato di fare delle cose a Cento, ma non ho mai potuto visitare il centro di questa città. Purtroppo anche oggi sono arrivato con lo staff all’ultimo secondo, per via di un impegno che abbiamo avuto a Firenze, però l’Emilia-Romagna mi ha sempre affascinato e mi fa sempre piacere avere l’occasione di venirci.”
 
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