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E se mi faccio male in palestra?

Consigli pratici su come tutelarsi anticipatamente o chiedere risarcimento in caso di infortunio
di Giulia Cabianca \ 13-01-2016 \ visite: 12243
palestra

Con questo primo articolo iniziamo una nuova sezione di occhiaperti.net: “Articoli giuridici for dummies”.
Saranno articoli dedicati all’uomo comune, inesperto sulle questioni giuridiche, che troppo spesso rimane imprigionato in ragnatele burocratiche a causa di una scorretta informazione: il cittadino è così costretto alla inevitabile rassegnazione, non sapendo come tutelarsi e far valere i propri diritti.
Grazie alla collaborazione dell'Avv. Laura Citroni, in quest’articolo si approfondirà la tematica dell’infortunio in palestra e vi si potranno trovare alcuni consigli utili da attuare dal momento dell’iscrizione sino alla richiesta, in caso di sinistro, di risarcimento.

Se alla lezione di step si subisce una caduta a causa del pavimento scivoloso o la fascia elastica malauguratamente cede provocando una slogatura alla spalla è infatti possibile essere tutelati adeguatamente. Sicuramente, è opportuno rivolgersi immediatamente al medico e farsi rilasciare un certificato che attesti la gravità del danno e indichi le cure mediche adeguate. Buona prassi è conservare sempre tutte le ricevute dei pagamenti effettuati per svolgere le terapie poiché, se si è certi di essere in salute e di non aver sbagliato nell’uso degli attrezzi o nell’esecuzione dell’esercizio, a tempo debito, saranno rimborsate.
La prima tutela è, però, preventiva: è sempre consigliabile scegliere una palestra che preveda un’assicurazione il più possibile onnicomprensiva. L’assicurazione è obbligatoria solo per i tesserati con le federazioni e discipline riconosciuti dal CONI, ma in generale è prassi frequente che i centri sportivi siano muniti di assicurazione in caso di infortunio dei clienti. La quota assicurativa in questi casi, se non è autonoma, viene inserita in quella di iscrizione o di associazione. E’ quindi buona abitudine chiedere sin da subito se è prevista una polizza in caso di infortunio in palestra e farsi rilasciare una ricevuta che contenga le condizioni di assicurazione, che è opportuno leggere in modo dettagliato. In alternativa, è possibile tutelarsi stipulando autonomamente una polizza del modello delle assicurazioni R.C.: ne esistono di tutte le tipologie ed i costi sono relativamente contenuti.
Da un punto di vista pratico è necessario comunicare tempestivamente l’infortunio al gestore della palestra ed alla Compagnia Assicuratrice, meglio se con una raccomandata con ricevuta di ritorno per conservare prova dell’avvenuta ricezione. Generalmente, la procedura prevede una visita da parte del medico dell’assicurazione per controllare l’effettivo danno, a seguito della quale verrà proposta una liquidazione.
Cosa fare se la palestra non è assicurata per infortuni o lo è, ma non per il tipo di infortunio avvenuto? In questi casi può essere utile rivolgersi ad un legale per farsi consigliare ed, eventualmente, intraprendere una causa giudiziale di risarcimento danni. Il procedimento potrebbe risolversi anche in via conciliativa, ovvero tramite un accordo, ancor prima di rivolgersi al giudice. Il compenso al legale in caso di vittoria è generalmente calcolato all’interno della somma da risarcire.
Cosa succede in caso di infortunio in palestra provocato dal degrado dell’attrezzature? Poiché il gestore è considerato “custode” dei beni presenti all’interno dei locali, egli ha l’obbligo ai sensi dell’art. 2051 del codice civile, di prevenire qualsiasi situazione di pericolo dovuta al malfunzionamento delle attrezzature o alla scorretta attività di manutenzione (come controllare che i cavi di una panca con i pesi siano ben saldi o che il pavimento non sia scivoloso). Deve cioè adottare tutte le cautele necessarie per preservare l’incolumità fisica dei fruitori della palestra. Se trascura la regolare manutenzione e a causa di ciò si verifica un infortunio, sarà obbligato a risarcire il danno.
Nel caso in cui l’infortunio si verificasse durante lo svolgimento di un esercizio consigliato da un insegnante, quest’ultimo potrebbe essere considerato responsabile assieme al gestore della struttura poiché gli esercizi devono essere calibrati in base all’età, alle condizioni fisiche e alle effettive capacità degli allievi. La casistica è talmente vasta che è impossibile ridurla ad una regola universale. E’ sempre consigliabile sentire il parere di un legale che possa far luce sulla della responsabilità in capo all’insegnante o al gestore. In generale comunque l’istruttore ha l’obbligo sia di vigilare sull’esecuzione corretta dell’esercizio che di insegnare a maneggiare al meglio gli strumenti di fitness.
Nell’ipotesi di avvio di una causa di risarcimento danni, in linea di massima, quando l’infortunio in palestra si è verificato nel corso dell’attività fisica o nei locali del centro, la questione a cui il giudice dovrà rispondere per dichiarare il diritto al risarcimento è questa: il danno è derivato dalla potenziale lesività dell’attrezzatura? E’ dipeso dal comportamento negligente del gestore/insegnante? Se la risposta è affermativa vi sarà diritto al risarcimento. Se, a contrario, il danno è conseguenza di un comportamento imprudente e indisciplinato del cliente o di un evento totalmente imprevedibile ed eccezionale, nessun danno verrà risarcito.
Per un approfondimento sulla quantificazione del danno risarcibile, è possibile leggere il testo integrale dell’articolo qui.
In conclusione, consigliando ai nostri lettori di prestare attenzione agli esercizi fisici e di andare per gradi, senza esagerare, speriamo che questi consigli siano stati di interesse. Ciao e al prossimo “articolo giuridico for dummies”!

Credits:
Studio Legale SLC di Milano
 

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