Arte e Letteratura

De Chirico, dietro le quinte della mostra ferrarese

Dalla lista dei prestiti ideali alle visite spettacolo, per capire come si organizza un centenario
di Licia Vignotto \ 20-12-2015 \ visite: 1940
Foto di Corradino Janigro

Cosa significa organizzare una mostra su De Chirico nella città metafisica per eccellenza?
L'esposizione allestita a Palazzo Diamanti – "Giorgio De Chirico a Ferrara" – resterà visitabile fino al 28 febbraio e vale la pena ribadire che per un ferrarese, rispetto a tante altre mostre, questa rappresenta sicuramente qualcosa di più. Non si può restare indifferenti di fronte a tele di così grande bellezza e profondità, a maggior ragione quando le architetture e i soggetti dipinti appartengono alla specificità della nostra vita quotidiana: alle passeggiate in centro la domenica pomeriggio, tra il Duomo e il Castello Estense, all'abitudine di comprare dal fornaio la tradizionale coppietta di pane o di scartare, in occasione delle feste, una forma di pampepato.
 
Occhiaperti.net, per capire meglio la reale portata di questo esposizione ha voluto fare due chiacchiere con chi ha lavorato dietro le quinte per poterla realizzare: Chiara Vorrasi, curatrice dei progetti didattici che stanno accompagnando questo importante appuntamento.
 
«Le mostre organizzate a Palazzo Diamanti sono sempre ragionate – spiega Chiara -. Possono essere determinate dalla storia artistica delle città oppure rispondere a esigenze di revisione critica. Sicuramente questo è stato un caso eccezionale: quest'anno infatti ricorre il centenario dell'arrivo dell'artista a Ferrara, una ricorrenza inderogabile, ricordare e approfondire il suo lavoro è stato un vero e proprio compito istituzionale». Un compito iniziato più di tre anni fa - i primi studi di fattibilità infatti risalgono al 2012 -, che ha coinvolto quattro uffici (dalla Fondanzione Ferrara Arte e dalle Gallerie di arte moderna e contemporanea) e circa una ventina di persone.
«La soddisfazione di inaugurare questo percorso è stata grande, anche perché rispetto alla lista ideale delle opere che avremmo voluto esporre possiamo dire di esser riusciti a ottenere praticamente tutto, ne mancano soltanto due. Il Moma di New York ha fornito il nucleo principale, esaudendo tutte le nostre richieste, ma anche da parte dei collezionisti abbiamo riscontrato una disponibilità eccezionale».
Il focus della mostra - gli anni trascorsi dall'artista nel capoluogo estense e l'influenza portata dalle opere realizzate durante quel soggiorno – è stato deciso da un comitato di lavoro condotto dai curatori Paolo Baldacci e Gerd Roos, ai quali si è affiancata Maria Grazia Messina - una delle massime esperte di quel periodo – e più in generale lo staff che si occupa dell'Archivio dell'Arte Metafisica, diretto a Milano dallo stesso Baldacci.
 
«De Chirico è stato un pittore molto prolifico e questo purtroppo ha danneggiato la sua leggibilità, suggerendo un'immagine confusa. I quadri che ha dipinto nei primi anni però sono limpidi. Per questo si è preferito evitare un percorso biografico, tra l'altro già sviluppato in altri contesti, e concentrarsi su questo affondo. Studiare tutto ciò che è stato realizzato in quei tre anni, dal 1915 al 1918, confrontare le opere con quelle dei suoi colleghi, offrire una panoramica capace di comprendere tanti nomi diversi legati alla metafisica ferrarese da riscontri puntuali».
 
Per coinvolgere la cittadinanza e trasformare l'occasione in un vero e proprio momento di formazione sono state avviate diverse attività: conferenze a tema in collaborazione con il teatro Ferrara Off, incontri e proposte di lettura per gli insegnanti che accompagneranno le scolaresche, mostre collaterali inaugurate con il supporto della Mlb Home Gallery, mappe interattive. «Abbiamo cercato vari livelli di intervento. A gennaio per esempio si terrà una visita-spettacolo pensata per i bambini, che inviterà i più piccoli a mettersi in gioco in un vero e proprio viaggio alla scoperta di De Chirico ma anche della città. Alessandro Libertini e Veronique Nah, della compagnia Piccoli Principi, li condurranno in questa avventura, organizzata grazie al supporto di Eni».
 

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