Cultura e Spettacoli

I "TANTI LATI (LATITANTI)" della vita

Intervista scanzonata ai comici Ale e Franz
di Nicola Minelli \ 17-12-2015 \ visite: 2196
ale e franz
Immagine della Compagnia Teatrale
Ale e Franz hanno portato a Ferrara TANTI LATI-LATITANTI, uno spettacolo frutto di due
anni di ricerca e lavoro, che ha come punto di partenza l’inesauribile materiale umano.
Incontro il duo di comici sul palco del Teatro Comunale. In scena qualche tecnico, un
albero spoglio e un tavolo apparecchiato. Franz è seduto e sta mangiando delle noci: “mi
danno energia per lo spettacolo” dice, poi mi domanda se ne voglio un po’. Il tempo di
sistemarci e il teatro lentamente si svuota. Rimaniamo solo noi mentre centinaia di posti
disincarnati ci osservano nel nostro dialogo. Lo spettacolo lo vedrò dopo, così propongo di
fare una chiaccherata spensierata alla “Buona la prima” e loro mi fanno una proposta:
“vienici a trovare dopo lo spettacolo, se non ti vediamo vuol dire che ti ha fatto schifo”.
Accetto. Ora iniziamo.

I vostri spettacoli passano spesso per i teatri del nostro territorio e tu, Ale, so che 
sei nato da una famiglia ferrarese. Che effetto vi fa tornare qui?


ALE: Per me è sempre bello. Qui ho tanti ricordi, praticamente la mia infanzia, vorremmo
starci più tempo ma ci capita di essere sempre in viaggio.
FRANZ: È molto emozionante, adoro questa città. Siamo venuti anche quest’estate e ci è
piaciuto tantissimo, peccato di non riuscire mai a mangiare i vostri piatti tipici!

Possiamo dire che portate in scena ciò che di comico c’è nell’essere umano,
facendo leva su discorsi brillanti e parole equivocanti. Come arrivate a costruire i
vostri personaggi?


FRANZ: Ci guardiamo molto in giro. Guardare il genere umano è uno spunto inesauribile
di idee, e guardare gli uomini è utilissimo perché non ce n’è uno uguale all’altro; poi siamo
in due e ci viene facile creare dei dialoghi.
ALE: Penso che la gente si riconosca nelle nostre azioni perché sono gesti comuni,
scampoli di vita da persone di tutti i giorni.

Pensate che in un momento come questo sia difficile fare ridere?

FRANZ: Sì, ma nello stesso tempo mi sento molto responsabile. Il comico,
paradossalmente, in questi casi va fatto ancora con maggiore serietà, perché il lavoro di
portare la risata non è affatto semplice.

Parliamo di cose meno serie. Cosa ne pensate della comicità 2.0 che parte dalle
camerette degli youtuber?


ALE: Ci sono alcune cose positive e altre meno..

Ovvero? è più facile raggiungere il successo dal web?

ALE: è un po’ una cosa usa e getta, sembra che duri meno. Non so cosa ti possa portare.
Noi siamo qui in un teatro dopo vent’anni di carriera, sarà pieno perché la gente ha iniziato
a seguirci e ci ha conosciuto nel tempo. Con internet non so come sia questo scambio; un
ragazzo che guarda nella sua cameretta un video su internet per cinque minuti non so se
poi ha voglia di venire anche in teatro. Forse è un mondo fatto per loro, loro a cui basta
solo quello.
FRANZ: credo che sia un linguaggio molto più televisivo che teatrale e posso capire che il
web sostituisca la tv, ma speriamo che nel futuro i ragazzi non perdano l’abitudine di
vedere il mondo fuori da uno schermo, perché se no siamo davvero le ultime generazioni
che si nutrono ancora di teatro.

Il tempo ha cambiato anche l’atteggiamento dei vostri estimatori? I fan vi chiedono
più autografi o selfie?


Sì, è cambiato. Ormai l’autografo non ce lo chiede più nessuno. C’e stata una sorta di 
bizzarra evoluzione: prima tutti volevano la firma, poi autografi e foto, poi solo foto ed ora
un selfie. E devo dirti la verità: siamo anche diventati dei maestri!

Nel senso che ve li fate spesso?

FRANZ: No, è un gesto che ci velocizza molto. Ci siamo impratichiti. Viene un gruppo di 
ragazzi, tiriamo fuori un telefonino e la foto è già fatta. E non siamo assolutamente contrari
a questa evoluzione, ma come ogni cambiamento bisogna solo farci l’abitudine.

Siamo agli sgoccioli del 2015: propositi per l’anno nuovo?

ALE: che sia un anno pari, possibilmente [ride] 
FRANZ: in questo forse dovremmo farcela, Ale! 
ALE: In realtà per noi l’anno finirà ad Agosto, quando termineremo la nostra tourné, quindi
ci auguriamo possa continuare così come sta andando, regalandoci altre soddisfazioni.

Ale e Franz tornano nei camerini mentre io prendo posto in platea.
In scena vediamo uomini scaltri, uomini saggi, uomini perplessi, uomini strani, ma sempre
e comunque uomini. E gli uomini che in scena ci strappano la risata con la loro unicità altro
non siamo che noi con i nostri modi di vivere, di agire, di riflettere, le nostre ingenuità e la
nostra inesauribile (e unica) follia. È uno spettacolo profondo, intimo, che si può scegliere
di leggere con superficialità o criticità, arrivando rispettivamente a distinguere un senso
puramente comico da una parodia magistrale dell’intera umanità. Tanti Lati-Latitanti è uno
specchio enorme messo davanti agli spettatori, che ci permette di identificarci con alcuni
personaggi e ridere (tanto) della nostra effimera condizione umana

Torno nei loro camerini. Chapeau! 

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