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Il Bestiario del Capo presenta: Ataturk e le belve d'Africa

Chiacchiere fra animali nel continente africano
di Antonio Vergoni \ 17-11-2015 \ visite: 24250
Eccoci poco prima della Namibia dove il deserto incombe sulla baia dei diamanti. La savana alle primi luci dell'alba è sudata e placida come il mare in cui si specchia, dall'ombra rieccheggiano ancora i suoni delle belve. Il sole sorprende un capannello di struzzi accocchiati attorno ad una pozza, uno sciacallo poco più in là si è appena perso la preda più importante delle ultime ventiquattro ore, colpa dell'improvviso giorno. I picchi di roccia isolati prendono progressivo congedo dall'oscurità risvegliando la vita nascosta tra quei sassi. Una cucciolata di ghepardi decide all'unisono un'uscita dalla tana, una pisciatina e un pò di sopralluogo senza allontanarsi troppo.
Lei è appena dietro, li tiene sott'occhio senza affanno lasciandosi asciugare sulla soglia e rimanendo impassibile agli schiamazzi dei piccoli. Si agitano molto stamattina, hanno fame e più del solito, la stagione si sta svegliando, ma ancora si fatica a trovar cibo. Due giorni prima lei era passata dalla fattoria al confine col parco, era entrata per caso in scìa al patriottico domenicale barbeque e rimasta  ad osservarlo oltre lo steccato con la bava alla bocca. Povera bestia, avanzava legittima frustrazione. All'epoca aveva deciso di archiviare ma ora con quei ragazzi scatenati deve cacciare e deve farla facile.



Ataturk se ne sta placido al suo solito, annusa l'aria sul ciglio del suo verandandato alloggio canino, terminate le abluzioni mattutine si prepara con calma alla giornata di lavoro. Ataturk è custode di branco, alla fattoria ci è cresciuto e ormai è legge e ordine per tutti i quadrupedi della tenuta e fin'oltre i suoi confini. Un dritto Ataturk, ha ricevuto un'educazione di prim'ordine a Stellenbosch, addestrato fin da piccolo ad interagire con diverse belve d'oltre recinto, passava spesso i week end in compagnìa di cuccioli di lupi, di sciacalli e perfino di ghepardi. Abbastanza esperienza per essere diventato un comunicatore eccezionale con quel tipo di soggetti. Stava anche quella mattina  pronto all'azione, la notte era stata tranquilla ma non si sa mai, lui lo sapeva, lei anche sapeva che c'era quel rompi palle di cane che appena duecento metri impazziva di latrati.
Quello l'aveva tenuta lontano domenica ma oggi no, sarebbe entrata, ora che non era ancora giorno e avrebbe portato via lo stretto necessario alla famiglia, facendola sotto il naso a tutti, escluso il cane. Lui se ne sarebbe accorto ma non poteva stare dietro a lei, troppo veloce e così eccola ad un tiro di schioppo dalla fattoria, silenziosa e sottovento. Vede già il recinto, s'alza a guardar meglio ed ecco che l'oca distratta e solitaria attira la sua attenzione. S'avvicina sui palmi scivola come sul velluto attraverso un folto cespuglio di fynbos e ora ha solo prato davanti a se e poco ci manca a quel perfetto pranzo per tre. Ataturk è già lì da un pò, esattamente dove s'aspettava di trovarla, pronto. Lei non lo vede -Ohhhmmmh!- Potente il cane si schiarisce la voce, lei si gira, lui le sorride: 
-Son sicuro che avrai una buona ragione per essere qui mia cara?!- Esordisce Ataturk.
- Certamente, direi legittima mio caro- 
-  E questa sarebbe di rubarmi Giancarlo?-
  -  Un oco?! Avrei detto...ma che importa, che vuoi cane?!-
  -Dissuaderti dal tuo furto, ovviamente -
   - E lo faresti per il tuo grasso padrone? Che vuoi che sia un oco in meno o in più, inventati una scusa, digli che è volato via -
   - Non è credibile, Giancarlo è grasso duro e poi si sa che lui non ha mai volato -
   -Non è affar mio, fatti in là cane o prendo te! Tengo famiglia, mi fermerei anche a risolvere la questione discutendone a fondo, perchè son certa esisterà un'alternativa a quella che preferirei ostinarmi a perseguire per conto del mio stomaco... ma mi stai facendo fare tardi -
-    Scusa se insisto a trattenerti aggiungendo a questo la presentazione di me stesso: io sono Ataturk Von Riesling, nato a Port Nolloth e cresciuto qui. -
-    Capisco, molto interessante ma come ti dicevo e quasi più la fretta della fame...capirai pure tu! - 
-    Certo, ma lasci che ti racconti perchè sono diventato cane da branco, una storia incredibile: il nonno di mio nonno per primo faceva il cane da branco, era partito volontario in Russia, sulle praterie di Nicolaevka...lui si che ci sapeva fare coi lupi, una volta s'è pure trovato in mezzo ad una battaglia.... -

Mentre ha luogo quell'insolita conversazione, l'oco Giancarlo indispettitito da quel vociare si avvia lento verso la stalla per la colazione, neanche rendendosi conto del rischio appena passato.
Ataturk intanto è ancora nel pieno del suo racconto russo quando ad un tratto lei si accorge della scomparsa del pranzo, non si scompone ma con un grande sorriso si prepara ad interromperlo:
- Hai visto cos'hai fatto cane? L'hai visto, questa me la paghi cane sì, questa me la paghi!-
-    ...ed è per questo che da Istambul mio zio Bashir ha deciso di emigrare in Sud Africa. Scusa che hai detto?-
  -   No va bè io ci rinuncio cane, i tuoi racconti per quanto interessanti ora che m'hanno fatto perdere il pranzo m'hanno pure scocciato. Vado a cercarmi qualche cosa per tappare lo stomaco dei ragazzi prima di stanotte. Non è escluso che ti venga a fare visita ancora, mio caro -
-    Sai dove trovarmi, almeno avrò l'occasione di finire il mio racconto! Comunque ho visto un paio di facoceri due rocce più in là, mia cara... -

Lei neanche gli risponde più e così come era arrivata se ne va, tra lo stupore generale degli astanti equini e l'evidente soddisfazione di Ataturk che ancora una volta ha salvato il branco dall'incubo di bovari e fattori. L'habitat del ghepardo ormai distrutto dalla vicinanza con l'uomo e le sue attività ha costretto la belva ad incursioni sempre più frequenti nelle fattorie, alle quali l'uomo ha risposto per decenni sparando e portandolo quasi all'estinzione, poi finalmente la soluzione.
L'Anatolian Shepard è l'arma letale che da qualche tempo protegge le fattorie della zona, tutto risolto senza ulteriore spargimento di sangue, in un affare interno alla natura, finalmente infine lasciato a quell'alieno intendersi tra il suo bestiario.
In una gita a Stellenbosh qualche settimana fa ho incontrato di persona alcuni operatori impegnati in un progetto di salvaguardia dei ghepardi e visto con i miei occhi un Ataturk alle prese con alcuni cuccioli rimasti orfani a causa dei bracconieri.

Leggi di più sul progetto a queste pagine:
http://www.cheetah.co.za/an_project.html
https://savethecheetahsalviamoighepardi.wordpress.com/
Le foto dei ghepardi sono state scattate da me a Stellenbosch, Sud Africa.
Le altre foto sono tratte dai siti sopra elencati. 
 

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