Arte e Letteratura

Le carte di Caretti: un archivio letterario del Novecento

Da sabato 7 novembre il patrimonio documentario del critico ferrarese a disposizione della città
di Licia Vignotto \ 04-11-2015 \ visite: 1791
Da Giorgio Bassani a Lanfranco Caretti, 13 luglio 1958

Lettere firmate Eugenio Montale, Italo Calvino, Vasco Pratolini, Giorgio Bassani, Vittorio Sereni, Mario Luzi. L’archivio personale di Lanfranco Caretti è un vero e proprio archivio culturale del Novecento, all’interno del quale si possono trovare missive redatte dai più importanti scrittori, editori ed artisti italiani, note critiche, appunti di studio. Un patrimonio importantissimo che Ferrara presenterà ufficialmente sabato 7 novembre, in occasione della mostra “Pagine, carte e carte tra le pagine” – allestita presso la Biblioteca Ariostea.

Il lavoro di riordino e inventariazione è durato un anno, iniziato nel novembre 2014 si è concluso nell’ottobre 2015, ma il percorso intrapreso per valorizzare il lascito dell’illustre intellettuale ferrarese, tra i maggiori filologi italiani del secolo scorso, è iniziato venti anni fa.
Caretti decise di donare la sua biblioteca nel 1994, il trasferimento dei volumi iniziò l’anno successivo – post mortem - ma non fu semplice né tanto meno veloce: la raccolta infatti comprendeva oltre 20mila libri, che dovettero essere trasportati da Firenze, inventariati e catalogati. Il trasferimento dell’archivio, composto da oltre mille fascicoli, cominciò nel 2000. "La valorizzazione non esiste senza la tutela. Lasciare a chi verrà dopo di noi un patrimonio curato, fruibile e in buone condizioni, è doveroso – ha sottolineato il vicesindaco Massimo Maisto, presentando la mostra, visitabile fino al 6 febbraio -. Ferrara è nota sicuramente per ciò che ha rappresentato durante il Rinascimento, per gli sfarzi della famiglia Estense, ma non dobbiamo dimenticare che il Novecento in questa città ha realizzato qualcosa di importante, non solo a livello locale. Come amministrazione ci siamo presi l’impegno di intervenire per tutelare e valorizzare tre elementi fondamentali: il Centro Video Arte, l’archivio di Michelangelo Antonioni e quello di Lanfranco Caretti. Sapere che all’inaugurazione della mostra dedicata ai suoi documenti interverranno due dei suoi figli ci rende veramente felici, significa che hanno apprezzato il lavoro svolto e l’impegno profuso. L’anno scorso per raggiungere questo obiettivo il Comune ha investito 15mila euro, che non sono pochi considerati i tempi in cui viviamo".
Dello stesso avviso Angela Ammirati, la bibliotecaria che ha seguito l'operazione dal principio e che ha curato l'allestimento espositivo: "l'ultimo anno, assieme alla cooperativa Le Pagine, che si è aggiudicata l'incarico vincendo un bando, si è lavorato a ritmi serrati. Volevamo che tutto fosse pronto in tempo, perché proprio oggi ricorre il ventennale della morte di Caretti, nell'anno del centenario dalla sua nascita. Finalmente i suoi libri e le sue carte tornano a formare un patrimonio unitario, che giustamente vive insieme, dato che nei libri si trovano note e postille, nelle carte si trova sedimentato il lavoro sulle letture svolte. La mostra rappresenta sicuramente un momento di sintesi, chiude un percorso ma allo stesso tempo apre la strada a potenziali nuovi progetti e studi futuri".

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