Attualità e Viaggi

"Nemici" a confronto

Due pacifiste parlano della guerra
di Leonardo Bet 4N \ 21-10-2015 \ visite: 1572
carducci incontro


“La forza è nella testa e nel cuore” questa è la frase chiave ricorrente all’incontro che si è tenuto il 16 ottobre presso l’ auditorium del liceo G. Carducci di Ferrara, dove si sono accesi i riflettori sulla guerra arabo-israeliana ,raccontata da due ragazze convinte promotrici della pace tra i loro popoli. Taya Govreen Segal ,israeliana, ha parlato di quando all’età di 12 anni ha iniziato ad aprire gli occhi sul conflitto e sulla violazione dei diritti umani nei confronti dei palestinesi. Solo dopo quattro anni ha deciso di prendere parte ad un gruppo di attivisti che chiedono al governo israeliano meno controlli sul popolo palestinese e meno aggressività. Ricevuta la chiamata al servizio militare obbligatorio per donne e uomini, nonostante la sua famiglia sia composta da militari ha deciso di non presentarsi all’invito e di dichiararsi pacifista. Per questo non ha dovuto scontare la pena di sei mesi di carcere prevista per gli obiettori di coscienza. “La pace si costruisce ascoltando il proprio cuore e seguendo i propri valori morali” ha più volte ripetuto.
Jasmine Al Najar , palestinese , ha raccontato la vita nel suo villaggio, sottoposta a frequenti attacchi da parte dei militari israeliani che non si fanno scrupoli a distruggere tutto ciò che trovano. Rimasta invalida ad una gamba all’età di tre anni ,viene spinta dalla famiglia e dagli amici a ricorrere alle cure mediche per godere di una vita normale. Gli unici ospedali disponibili si trovano nella zona di Gerusalemme, per raggiungere la quale è necessaria un’ autorizzazione da parte degli israeliani, i quali lo negano , in quanto pensano che una bambina palestinese sia pericolosa. Ma lei non si è persa d’animo e anzi ha realizzato il sogno di scalare la vetta più alta d’Africa. La sua impresa ha l’obiettivo di incoraggiare tutti a perseverare nel conseguimento dei propri sogni perché niente è impossibile. Anche la pace tra i due popoli. Alla domanda posta ad entrambe se desiderassero vivere in altri luoghi, hanno dichiarato che non cambierebbero mai il luogo in cui vivono.
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L’incontro si è concluso con una serie di domande e la battuta finale di non rinunciare mai ai propri sogni.

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