Utilità e progetti

Un robot prenderà il nostro posto?

L’impatto del mercato digitale sull’ economia reale e sulla società
di Federico Branchetti \ 08-10-2015 \ visite: 33406
robot
Gli economisti di tutto il mondo si dividono tra chi prevede con ottimismo un'enorme rivoluzione digitale e chi, più scettico, ipotizza quasi soltanto effetti negativi sul mercato del lavoro.
Il dibattito ha trovato spazio nell'Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza nel corso del festival di Internazionale
Stefano Feltri, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, Nicolò Cavalli, ricercatore e giornalista, Dino Pesole, de Il Sole 24 ore, Lucilla Sioli, della Commissione europea che si occupa dell’agenda digitale e Derrick de Kerckhove, dell’Università di Napoli hanno partecipato all’incontro ‘Mercato digitale: le nuove tecnologie creano o distruggono il lavoro? ’.

Fin dall’inizio del dibattito è stata evidenziata la “minaccia” della robotica e dell’automazione, che rappresenteranno l’unico modo per sostenere le spese in un mondo in cui le aziende continuano a spostare la produzione verso paesi a basso costo.
Esistono infatti robot di nuova generazione, come Baxter della Rethink Robotic, che per la cifra tutto sommato ragionevole di 25mila dollari promettono di poter replicare praticamente qualsiasi lavoro meccanico svolto oggi dagli uomini. Ma, come dimostra uno studio delle università di Oxford e di Deloitte (da cui la BBC ha creato un intuitivo test qui http://goo.gl/DKOwp6) non è a rischio soltanto chi svolge un lavoro manuale.

L’attenzione è stata poi spostata da Pesole sulla situazione italiana ed europea, ricordando che meno del 5% delle nostre imprese vende in rete e che dietro ai piccoli margini di aumento della ricchezza nazionale tanto sbandierati dai nostri vertici politici deve incominciare ad esserci una redistribuzione delle risorse nella direzione della ricerca, dell’innovazione e dell’istruzione.

Dal 2008” ha ribadito “durante gli anni più bui della crisi, gli altri stati europei si sono ben guardati dal ritoccare i fondi destinati a quelle attività. E questo ci porta ad inquadrare un problema fatto principalmente di risorse mal gestite e di scelte politiche sbagliate.”

Un’economia come la nostra, fondata su piccole e medie imprese, dovrebbe imparare a muoversi nell’e-commerce per poter finalmente accedere ai mercati più grossi. Invece, come dimostrano i dati, quasi nessuno vende sulla rete. Non che in Europa la media sia particolarmente alta, sfiora a fatica il 20%, ma dovremmo per lo meno sfruttare le possibilità che l’Unione ci offre per riparare al nostro ritardo sull’agenda digitale, utilizzando correttamente i fondi che stanzia per formare cittadini e lavoratori.

Se non invertiamo la tendenza sul fronte degli investimenti questo paese non ha futuro.”

Perché l’Europa dal canto suo cerca di creare un mercato più omogeneo e di abbattere le barriere che non incentivano la vendita on-line verso altri paesi, come gli elevati costi di spedizione oppure la difficile gestione delle diverse tassazioni, però poi sono fondamentali anche la volontà, la capacità degli imprenditori di aprire le loro piccole e medie imprese ai canali delle tecnologie digitali.

Derrick de Kerckhove, sociologo che ha lavorato a fianco di McLuhan per oltre 10 anni, ha poi definito il digitale come una rivoluzione che impiegherà ancora un po’ di tempo per stabilizzarsi ma che sta già riformando tutti i nostri modelli con, ad esempio, i bit-coin, le stampanti 3D, la sharing-economy o il crowfounding che rovescerà il sistema degli investimenti come lo conosciamo oggi.
Perché lasciare il mio portafoglio in mano a un broker quando posso investire in qualcosa in cui credo e di cui potrò seguire da vicino gli sviluppi?
   
I prossimi grandi cambiamenti hanno solo bisogno di qualche assestamento, ma una volta pronti rivoluzioneranno i paradigmi alla base della società che conosciamo, e c’è solo un modo per non essere travolti: occorre riformare l’educazione per assicurare a tutti competenze digitali adeguate, trasformando così tutto questo in una grandissima opportunità.




 

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