Arte e Letteratura

Da quattro bandierine gialle all’ipermercato

Il cambiamento di Internazionale a Ferrara visto da Claudio Rossi Marcelli
di Chiara Ricchiuti \ 04-10-2015 \ visite: 1994
Foto di Chiara Ricchiuti 
Alla fine di tutti gli eventi a cui partecipa, ancor prima che il suono degli applausi si spenga, Claudio Rossi Marcelli è circondato dal pubblico, per un autografo, una fotografia o semplicemente due chiacchiere, con tanto di complimenti da parte degli affezionati lettori della sua rubrica, Dear Daddy. Grande assente dello scorso anno, è sempre stato presente durante le altre otto edizioni del Festival.

Cosa ti spinge a voler essere presente ogni anno?
"Perché Internazionale è casa mia. Io l'ho anche organizzato all'inizio, ero a Roma nella redazione di Internazionale come redattore, nel team che organizzava il Festival nei primi anni. Poi mi sono evoluto professionalmente, ma sempre all'interno di Internazionale, quindi per me aspettare questi tre giorni è un po' come l'attesa del Natale. Mi piace tantissimo questa città, sono venuto a giugno a presentare il mio libro, Lo zoo delle Famiglie, e ormai ho due comitive di amici di Ferrara, sia a Copenaghen che a Ginevra".

Quando torni qui cosa ti piace fare?
"Mangiare. Sono un po' tedesco in questo. La prima cosa? I primi, e la seconda i secondi (ride). Oltre questo, mi piace l'idea di una città che diventa uno spazio unico, dove incontrare amici, colleghi, persone che ammiri, che volevi rivedere. Mi sembra un salotto, per dare una definizione un po' sfruttata ma vera in questo caso, la città diventa un villaggio globale. Il centro di Ferrara è un posto piccolo e ritrovo gente che viene da tutto il mondo, ma anche persone che per me rappresentano fasi della mia vita".

Dove ti piace andare quando torni?
"Per me è obbligatoria una ricciola in una pasticceria di via Mazzini. Mi piace stare fuori, in piazza Trento Trieste, ci si può piazzare in un bar ed aspettare che passino gli amici, si fa lo struscio. Io vengo da città più grandi dove questa cosa è impossibile. Di solito prendo anche la bicicletta e faccio tutti i giri possibili, vado sulle Mura. L'unica cosa che mi manca è una visita al cimitero ebraico, ci vado tutti gli anni ma lo trovo sempre chiuso, credo serva un giorno preciso. E' un po' come tornare a casa tua, non devo far cose particolari o vedere luoghi nuovi, sto qui e basta".

"Tranne per quest'anno, durante il Festival abbiamo avuto sempre bel tempo e siamo stati fortunati.."

Se pensiamo a due anni fa, non ricordiamo di esser stati baciati dal sole
"Ah, a piovuto anche gli anni scorsi? Due anni fa? Forse ci sono stato un giorno solo".

E' qui che normalmente rincontri i tuoi lettori?
"Sì, è lo spazio fisico in cui possiamo vederci, io ho questo legame sia attraverso i social network sia attraverso la rubrica con i miei lettori molto fidelizzati, e questo è il momento in cui la comunità si incontra fisicamente, quindi è fondamentale".

Se ora potessi rimettere le mani in pasta nell'organizzazione del Festival cosa cambieresti?
"Non lo farei mai, quando ci lavoravo io era una cosa tra amici, ora è diventata una cosa enorme. Mi guardo intorno e penso che tutti i programmi esposti, gli stendardi e penso che ormai sono passati nove anni. Quando l'organizzavamo noi c'erano quattro bandierine gialle, ora basta vedere lo shop di Internazionale. Mi ricordo che il primo anni dissi 'Mettiamole due magliette in vendita', adesso c'è un ipermercato! Ho visto le mie regole stampate su quaderni, tazze magliette, manca solo la carta igienica".

C’è un invitato che ti piacerebbe vedere al Festival e non hai ancora visto?
"Direi di no, io sono l'anima pop di Internazionale, invece gli altri invitati sono persone serie e chi si occupa dell'organizzazione del programma fa un ottimo lavoro. Ecco, io potrei ragionare su del dj set o sull'organizzazione musicale che mi piace molto".

Domande strane durante il Festival?
"Sai, non essendo un cantante non mi sono mai state chieste cose come il mio colore preferito, sono sempre domande interessate e interessanti. Potrebbe essere questa che mi hai appena fatto".

E i selfie?
"Ma sì, siamo giovani. Solo che devo stare attento ai pidocchi, fortunatamente non ho capelli".

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