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Il Bestiario del Capo presenta:#Cecil e il famoso leone nero del Capo

Nuove avventure dall'Africa
di Antonio Vergoni \ 27-09-2015 \ visite: 1953
È un buio pesto tutt'intorno, le luci delle torce si strappano con il vento illuminando poco e niente. Le pietre nere della montangna piombano le mura del castello e i suoi bastioni nella più profonda oscurità.
La fine del turno di guardia per Johntie scatta alle undici, ma questa notte il suo cambio sembra essersi addormentato, lui sta montando guardia già da troppe ore ed è molto stanco. Aspetta ancora un pò prima di guardarsi intorno e decidere di appoggiarsi per un attimo a riposare le gambe, c'è un tronco smezzato su cui mettersi, meglio della panca fredda della guardiola. Si siede, si tira su il bavero, calca il berretto in testa, si aggiusta le braghe e in un attimo già dorme. Il vento soffia forte, fischia e lo sbatte ma lui è ben seduto incastrato tra il tronco e il muro accanto al suo fucile. É sempre più addormentato quando il vento s'interrompe, come succede spesso da queste parti, quando di solito lascia alle sinfonie della natura. Invece in quel momento c'è solo il silenzio, quel silenzio improvviso che sveglia, così come succede a Johntie che apre gli occhi. Si alza, un rumore bestiale lo travolge, è un sordo frastuono, un urlo inghiottito che si trasforma in un lungo ruggito che raggiunge direttamente il cuore del povero soldato. La paura, come già mangiato, come se la bestia l'avesse già fatto, prende coraggio verso l'archibugio lo prende in mano e un terribile fetore umido lo investe, un puzzo caldo, dietro al muro del tronco l'ombra della torcia è ferma così come il cuore di Johntie...si gira piano sudando con quel freddo fino a farsi un giro completo e non veder nulla intorno a sè, sente solo disgusto per quel fetore di morte che impesta l'aria e si sorprende a fissare quella pozza di sangue che lì prima non c'era...


Così l'immagino io, una notte come tante nel cuore di tenebra. Con una giusta dose di fantasia e qualche ricostruzione storica, la realtà di quei tempi all'ombra del vecchio castello procedeva poco dissimile da questo racconto. Il cambio di Johntie non arriverà mai, come dalla mia ipotesi si può intuire, tristemente sbranato da uno dei grandi predatori d'Africa, l' estinto Cape Lion.



I Leoni neri abitavano la Table Mountain (Cape Town) al momento in cui Jan Van Riebeeck e compagnia danzante fecero il primo sbarco e la convivenza con animali ed indigeni fu difficile da subito. Da qui la decisione di domarli tutti, bestie e umani, estinzione coatta per il Popolo della Montagna come per il grande Leone nero del Capo. Grande veramente perchè le cronache dell'epoca lo danno di dimensioni colossali, al pari del suo cugino, il Barbarian Lion, estinto abitante delle montagne del Nord Africa, conosciuto ed ammirato oltre mare fin dal tempo in cui veniva usato dagli antichi romani per i giochi di cristiani al colosseo di Roma.

Storia che era storia che è, nel 2000 uno studioso di leoni, John Spence, viene a sapere dell'esistenza di un ultimo susperstite della razza, accertato da una foto scattata da un turista al Novosibrisk Zoo nella Siberia Centrale. Nel corso del tempo migliaia di leoni sono stati rapiti per i circhi o i parchi del mondo, finendo nei giardini dei sultani, nelle corti europee e fin nella Torre di Londra. John decide di riscriverne i destini riportando a casa una coppia di esemplari di Cape Lion, gelosamente custodita da allora al Tygerberg Zoo a Kraaifontein, Cape Town.
2015, ancora storia di un leone famoso. Si è da poco chiusa una vicenda che ha sconvolto l'opinione mondiale, il caso del leone Cecil, ucciso da un cacciatore poco oltre i confini del Sud Africa.

Walter James Palmer, dottore dentista americano, il 28 luglio dichiarava a sua discolpa di non sapere che il leone accoppato fosse uno famoso. (*) Una tesi discutibile ma la realtà dice che la caccia grossa è molto diffusa da queste parti, illegale ma anche nella più completa legalità. Si può ottenere un trofeo del grande felino spendendo da 20 000 fino a quasi 80 000 dollari ( dati 2013 ), dipende dalla durata, dal posto prescelto e dal metodo di caccia. Oltre alla testa imbalsamata si ricava molto dall'animale e come racconta un articolo di National Geographic, del leone non si butta via niente. La carne ad esempio ha un diffuso mercato in america, in Illinois e il Sud Africa è diventato un affidabile esportatore anche delle ossa. Per queste il mercato prevalentamente è quello cinese, dove vengono utilizzate per la medicina tradizionale come valido sostituto delle tigri in quanto meno in via di estinzione. L'aumento delle esportazioni di leoni, interi e vivi o a parti, solo ossa o solo testa o scheletro completo è più che triplicata negli ultimi cinque anni, uno scandalo alla luce del sole, uno scandalo che il dottor Palmer neanche conosceva nelle sue reali tragiche dimensioni quando pagando regolare biglietto è sceso sul terreno di caccia. Uno scandalo vero è stato il mondo intero orribilmente scandalizzato dalla vile barbarie dell'odontoiatra, sfortunato ad essere stato beccato con le mani nel sacco. Lui è uno su mille, come Cecil il leone, un trofeo su mille che escono ogni anno dagli stati africani e ultimamente sempre di più, insieme ad altri "famosi" ormai alla fine della loro secolare esistenza sulla terra.

-Il Bestiario del Capo continua-

Note:
I dati e le statistiche presenti in questo articolo relative al mercato dei leoni sono state tratte da:
http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2013/05/02/news/del_leone_non_si_butta_via_nulla-1628510/
http://www.corriere.it/esteri/15_luglio_29/leone-ucciso-dentista-si-giustifica-non-conoscevo-sua-storia-dbd104bc-35ca-11e5-b050-7dc71ce7db4c.shtml

Il resto è farina del mio sacco e un pò di wikipedia.


La fotografie sono state scattate da me, il leone in una riserva naturale nei pressi di Porth Elizabeth nel maggio del 2014, il castello di Cape Town nel mese di settembre 2015.

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