Arte e Letteratura

Reenactment: inaugura la mostra sul Centro Video Arte

Diciannove video dagli anni Settanta, quando Ferrara era la mecca della sperimentazione
di Licia Vignotto \ 25-09-2015 \ visite: 1470

“Negli anni Novanta immaginare un momento come questo non sarebbe stato possibile, stavamo chiudendo e pensavamo che tutto il lavoro fatto si sarebbe consumato nel dimenticatoio, invece eccoci qui”. Carlo Ansaloni, fondatore assieme a Lola Bonora del Centro Video Arte di Ferrara, non nasconde la soddisfazione. Oggi infatti inaugura a Palazzo Diamanti la mostra dedicata a questa straordinaria esperienza culturale, esperienza che negli anni Settanta trasformò il capoluogo estense nella mecca della sperimentazione artistica in campo audiovisivo. Grazie al contributo della Fondazione Pianori e dell’amministrazione comunale, e al supporto tecnico arrivato dai laboratori dell’Università di Udine, è stato possibile recuperare e restituire alla città un primo nucleo di filmati appartenenti all’archivio del centro.

L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino a domenica 18 ottobre. Propone diciannove lavori appartenenti al periodo che va dal 1973 al 1979, lo stesso periodo investigato da Janus quando, nell’aprile del 1980, volle far conoscere il lavoro del centro ferrarese al pubblico torinese. Gli artisti protagonisti del “reenactment” sono tanti, tra cui diversi nomi che hanno fatto scuola: Fabrizio Plessi, Claudio Cintoli, Maurizio Bonora, Elio Marchegiani, Christina Kubish, Claudio Zoccola, Guido Sartorelli, Giuliano Giuman, Lorenzo Lazzarini, Armando Marrocco, Maurizio Cosua, Angela Ricci Lucchi e Yervant Gianikian, Franco Goberti, Klara Kuchta, Nanda Vigo, William Xerra, Gretta Sarfaty, Janus e la stessa Lola Bonora.

“Il patrimonio del Centro Video Arte è di rilevanza internazionale – ha commentato in conferenza stampa la curatrice, Cosetta Saba -. Inizialmente si è lavorato per mettere in sicurezza i nastri magnetici, poi si è provveduto alla digitalizzazione e, solo per i tape della celebre coppia Ricci Lucchi-Gianikian, al restauro. Diversamente da quanto prescrivono diversi procolli, di matrice soprattutto statunitense, abbiamo concordato con gli stessi artisti di non cancellare i segni del tempo, in gergo tecnico si chiamano drop out, o sganciamenti. Testimoniano la materialità dell’elettronica e contribuiscono alla forza espressiva e poetica”. Anche l’allestimento vuole riportare lo spettatore indietro nel tempo: i video si possono guardare attraverso dei monitor a tubo catodico, provvisti di grandi cuffie dall’aspetto retrò. Oltre a queste postazioni l’allestimento prevede un ricco assortimento di materiali: macchine da presa, appunti di lavoro, lettere, cataloghi, fotografie.

Secondo il vicesindaco Massimo Maisto questa mostra è “l’esempio di come tutela e valorizzazione non siano contrapposte, nonostante in Italia da decenni si litighi su questo argomento. La tutela è un atto dovuto, ma la valorizzazione può avviare meccanismi sia economici che affettivi capaci di facilitare la buona conservazione del patrimonio artistico e culturale”. 

Per chi volesse conoscere meglio l'attività del Centro Video Arte l'appuntamento è domenica 27 settembre a Wunderkammer, dove si svolgerà la terza serata del festival Iperurbs, dedicata al tema "Diamanti e Travaglio", ovvero alla doppia anima della produzione culturale ferrese: istituzionale e indipendente. Alle 18.30 verrà proiettato il montaggio "Culture in piano", realizzato da Francesco Mancin, che comprenderà diversi materiali gentilmente concessi da Palazzo Diamanti. Seguirà l'incontro di approfondimento con Lola Bonora, che commenterà i video assieme al pubblico.

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