Utilità e progetti

Studenti a lezione con Veronesi, su libertà di informazione e democrazia

"Gli ostacoli in Italia sono le intimidazioni, la concentrazione dei media, il precariato"
di Licia Vignotto \ 16-09-2015 \ visite: 30108

A Ferrara la scuola per tanti studenti delle superiori è cominciata in modo decisamente atipico: la prima lezione si è svolta all’interno della sala consiliare del Palazzo Municipale, dove hanno potuto ascoltare l'intervento preparato appositamente per loro sul tema della libertà di informazione da Paolo Veronesi, giurista e docente Unife. Ad aprire l’evento – intitolato “È la stampa bellezza”, dal celebre film “L’Ultima minaccia”, di Richard Brooks – sono intervenuti il sindaco Tiziano Tagliani, il prefetto Michele Tortora e Paolo Siconolfi, presidente del comitato “Ferrara per la Costituzione”.

Il primo cittadino ha rivolto al giovane pubblico un invito alla prudenza: «la libertà di informazione è il presupposto della democrazia, ma spesso chi produce le notizie non è libero. I giornali, come pure la televisione e il mondo del web, sono influenzati da dinamiche politiche ed economiche. Realizzano un prodotto formativo ma allo stesso hanno bisogno di vendere, o di rispondere a determinate linee guida volute dal loro proprietario. Senza che ci siano costrizioni possono voler essere utili al potere o a certi gruppi politici. Le notizie non sono sempre oneste».

Sull’argomento è poi intervenuto Veronesi, che ha spiegato come l’Italia venga indicata da tante ricerche di settore come un Paese parzialmente libero: «nel 2014 per “Reporter senza frontiere” siamo scesi al 73° posto, tra la Moldavia e il Nicaragua, un tracollo. Quest’anno abbiamo guadagnato qualche posizione ma la situazione non è granché migliorata». I motivi di questo status poco confortante sono diversi: «siamo retrocessi a causa delle tante intimidazioni che arrivano ai giornalisti dalla criminalità organizzata ma anche per la concentrazione della proprietà dei media, molto alta rispetto allo standard europeo, per la severità della pena prevista per il reato di diffamazione, per la lunghezza dei processi per i giornalisti denunciati, per la precarietà della professione del giornalista. Solo il 20% di chi lavora in questo settore ha un contratto, gli altri sono freelance, ed essere meno tutelati vuol dire essere meno liberi».

Veronesi ha parlato ai ragazzi con grande chiarezza e semplicità, pur non trascurando di approfondire argomenti spinosi quali il diritto di satira: «la libertà di stampa è individuale, non funzionale. Questo significa che viene esercitata dai singoli e non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure. Chi offre le notizie deve essere libero di raccogliere dati e selezionare ciò che vuole comunicare, chi vuole informarsi deve essere libero di ricercare ciò che più gli interessa. Il pluralismo quantitativo e qualitativo dei media è l’unica garanzia della democrazia. La satira gode di una libertà più ampia, perché si pone a metà strada tra il diritto a manifestare il proprio pensiero e il diritto all’espressione artistica. I suoi contenuti possono non corrispondere al dato fattuale, possono esagerare o provocare. Si possono contestare solo se sfociano nella vera e propria diffamazione».

 

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