Utilità e progetti

La rivoluzione del settore primario

Cento volte la quantità di raccolto di un campo tradizionale, senza sprechi
di Federico Branchetti 4A \ 19-08-2015 \ visite: 31472
agricoltura
Gli uomini cercano di padroneggiare l’agricoltura da più di 10.000 anni, ma nonostante gli enormi passi fatti in avanti, siccità, alluvioni e catastrofi naturali più in generale possono rovinare anche i raccolti degli agricoltori più meticolosi. Lo sanno bene in Giappone, dove il terremoto che ha scosso l’isola e il conseguente tsunami hanno provocato nel 2011 una diffusa scarsità di cibo, spingendo così il fisiologo vegetale Shigeharu Shimamura e la sua Mirai Group verso la progettazione di una coltivazione stabile  che non possa essere influenzata da fenomeni naturali.

Specializzata in produzioni agricole industriali, la compagnia ha trasformato nella più grande coltura illuminata a led del mondo una ex fabbrica della Sony Corporation, abbandonata proprio perché situata nella giurisdizione di Miyagi, prefettura confinante con Fukushima e tra le  più colpite dal terremoto.

Al suo interno sono stati collocati 18 scaffali, con 15 ripiani  ciascuno, pensati per sviluppare in altezza la coltivazione; in questo caso di lattuga. L’attuale disposizione prevede che le verdure crescano attraverso sostanze nutrienti disciolte nell’acqua e luci al led misurate e controllate costantemente.

Gli speciali led, sviluppati con General Electric, sono il vero fattore determinante: consentono a Shimamura il controllo del ciclo giorno e notte, ed emettendo luce a lunghezze d'onda ottimali per lo sviluppo delle piante arrivano a farle crescere due volte e mezzo più velocemente. Sono anche in grado, senza pesticidi, di ridurre i prodotti alimentari di scarto ad appena il 10% del raccolto, circa l’80% in meno di quelli abituali. I numeri di questa coltivazione “indoor” da 2.400 metri quadrati continuano a stupire: I led consentono un risparmio energetico del 40% e l’impianto è in grado di produrre 10.000 cespi di insalata al giorno, cento volte quelli resi dai metodi tradizionali a parità di superficie. Inoltre, tenendo sotto controllo umidità e temperatura, i fisiologi giapponesi sono in grado di irrigare tutta la piantagione utilizzando il 99% di acqua in meno rispetto a quella impiegata nei campi all'aperto.

Shigeharu Shimamura è così riuscito a spostare l'agricoltura su scala industriale sotto ad un tetto.

La sostenibilità, la drastica riduzione di risorse e spazi necessari, nonché di rifiuti prodotti, fanno nutrire grandi speranze negli stabilimenti ideati alla Mirai Group.

E poiché una soluzione di questo tipo potrebbe essere adottata in qualsiasi parte del mondo, per affrontare le carestie del presente e del futuro l'obiettivo è quello di perfezionare ulteriormente il sistema fino a renderlo operativo ovunque le risorse e gli spazi scarseggino o il clima non permetta di coltivare.

 
 

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