Attualità e Viaggi

Briganti e balene

Storie di mare e di terra tra Cape Town e dintorni
di Antonio Vergoni \ 12-08-2015 \ visite: 2522
Una mattina d'inverno al Capo, l'alba scopre la testa del Lion's head e il profilo della Table Mountain prende colore fino al Devil's peak che chiude e incornicia il tutto.
In questo periodo verso la penisola accorrono le balene innamorate che sfilano in una reunion annuale da National Geographic, il Sardine Run, da Cape Aghulas a Durban il pranzo è servito.

Storie di mare e storie di terra. Quando la città del Capo prende le primi luci, la spianata delle Cape flats è già assolata da un po', ancor di più perchè surriscaldata dall'autostrada di confine che sono già in fremito da ora di punta. Qui i sudafricani vivono in baracche, incorniciate più o meno formalmente e legalmente in municipalità fittizie, in autogoverni della miseria in Sud Africa. Le township di Cape Town sono simili tra loro, variano di grandezza certo così come di tipologia abitativa, la baracca di lamiera piuttosto che di legno o il prefabbricato di mattoni o l'appartamento condominiale come nel caso dei nuovi quartieri popolari di Langa (township di Capetown, ne avevamo parlato in due puntate, qui i link alla prima www.occhiaperti.net/441/per-vedere-con-i-miei-occhi-1 e alla seconda www.occhiaperti.net/452/per-vedere-con-i-miei-occhi-2, ndr). 

Le scuole, attrezzatissime e presenti in ogni distretto, i dottori e i maghi, i barbieri e i mercati di carne e tutto. Una società indipendente e legata alla città solo dal denaro che da lì proviene. Al di fuori dei luoghi sicuri delle istituzioni, per i bambini e i ragazzi, di notte soprattutto ma anche di giorno in certi posti, la violenza è nelle strade. “Colpi di pistola alle dieci di sera a Mitchells Plain, coloured township ad una trentina di kilometri da Cape Town, morti per strada alcuni ragazzi ventenni uccisi da una resa dei conti tra Hard Livings e Americans , probabilmente (da Mitchells Plain Neighbourhood Watch)*. Così viene occupato un buco a fondo della quarta pagina del giornale locale Cape Argus, che naturalmente in prima ha la grande foto del surfista attaccato dallo squalo durante il World Surfing League's J-Bay Open, qui dietro casa mia, a Jeffreys Bay.



Da una parte all'altra della Montagna (Table Mountain) la vita e le esistenze dei sudafricani cambiano.
La pianura delle township è stata popolata nel tempo attraverso le deportazioni di massa di tutte le persone non bianche e povere, allontanate dalla città per una distanza ben maggiore della sola montagna che li divide. E ancora di divisione e separazione, anche nelle Cape Flats, dove le statali tengono separate le comunità: Kayelitsha, Gugulethu, Mitchells Plain, Nyanga, Manemberg con una concentrazione di abitanti enorme rispetto al resto del Capo e una criminalità da record mondiale.

   Manenberg viene creata durante l'apartheid all'interno del progetto di popolamento forzato delle Cape Flats nel 1966 ad opera del National Party al potere in quel periodo. Oggi Manemberg ha una popolazione di 70,000 di abitanti, prevalentemente composte da famiglie coloured ed è costituita prevalentemente da file di case a schiera e appartamenti (il "Korre") e negli anni ha vissuto un inesorabile degrado delle condizioni di vita con un'elevata incidenza del crimine organizzato.
In passato National Geographic ha prodotto anche una serie televisiva sulle bande di strada di Manemberg (Taboo: Blood Bonds): “The Americans”, “Hard Livings” e “Clever Kids".

Gli “Hard Livings” sono la gang street più longeva del Capo, formata dai fratelli Staggie, Rashied e Rashaad nel 1971. Coinvolta soprattutto nel traffico di stupefacenti, in concorrenza con la principale rivale “The Americans”, diventa nel tempo una vera e propria organizzazione strutturata e operante in una vasta gamma di attività criminali, anche oltre i confini dell'Africa collaborando con la mafia siciliana nel traffico di diamanti illegali, nonché nel traffico di Dagga in tutta Europa. **     

Come ha rilasciato in un'intervista il ministro della polizia di Cape Town Nathi Mthethwa: “Il gangsterismo è un'eredità profonda di più di 200 anni: dal traffico di droga, al contrabbando di diamanti, al racket, alla prostituzione e allo shebeening (mercato illegale di alcolici), il fenomeno si è diffuso in tutta la penisola e ha una particolarmente forte presenza nella zona di Sea Point / Green Point […] ”***

...Nel cuore marino, turistico, ricreativo di Città del Capo, con la sua promenade stile Acapulco dove i  grandi bastioni difendono la baia dall'assalto dell'oceano, estraneo e più che mai immerso in faccende e vite d'un altro mondo.



Note:
(1) da“ Cape Argus ” del 20 luglio 2015
(2) estratto da http://www.sahistory.org.za/place/manenberg , articolo a cura di  Julian A Jacobs, 2013
(3) da Wikipedia, voce Hard Livings, https://en.wikipedia.org/wiki/Hard_Livings_%28gang%29, visitato il 15 luglio 2015
(4) da Who's who in Cape Town's gangland 2003 http://www.iol.co.za/news/south-africa/who-s-who-in-cape-town-s-gangland-1.110751#.VW2EW1JGTwp


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