Arte e Letteratura

Chi manda le onde

Il romanzo di Fabio Genovesi per #ilmaggiodeilibri
di Federica Gasparretti \ 28-05-2015 \ visite: 1574
E’ nel grigio di queste ultime giornate di maggio che persino i più pigri rispolverano il contrastato amore per la lettura, immergendosi nelle  fitte righe e lasciando la pioggia fuori. Alcuni trovano la voglia di terminare quel libro che ad un certo punto della storia ha smesso di appassionare, chi toglie dalla pellicola la novità fresca di stampa e chi è ancora in cerca di “quello giusto”.

Nei ritagli di tempo mi piace entrare nelle librerie del centro storico e lasciarmi guidare dalla curiosità, leggendo la quarta di copertina dei libri che in qualche modo richiamano la mia attenzione.  Sarà stata la foto dal forte profumo estivo o forse il suo titolo enigmatico: è stato facile lasciarsi conquistare da Chi manda le onde, l’ultimo romanzo di Fabio Genovesi, perché chi è nato con il mare davanti se lo sente dentro di sé e vorrebbe sempre averlo negli occhi, anche se nasce dalla carta, attraverso le parole di qualcun altro.
 
Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita”, andando a toccare il mosaico di anime che s’intrecciano nelle vie della Versilia: il racconto è un canto corale, che passa prima dalla voce della delicata Luna (il cui nome ne riflette la natura albina) per poi arrivare al disilluso professore Sandro, perdutamente innamorato della bella e forte Serena, madre del suo allievo preferito Luca.
 
Ma l’abisso è sempre lì in attesa, a volte per portare a riva i suoi doni, altre per riprendersi ciò che gli appartiene. E mentre il dolore stende il suo velo scuro, altri rocamboleschi personaggi arriveranno a rimescolare le carte in tavola: l’educatissimo Zot, nato a Chernobyl e affidato all’anziano e grottesco Ferro, che ancora freme all’idea di difendere la sua dimora dall’invasione dei russi; il devoto Marino alla prese con la sua dispotica madre, i cui segreti imbarazzanti coinvolgeranno anche il duro Rambo. La tela delle storie è arricchita da generose pennellate di ironia che stemperano il carattere riflessivo delle tematiche amare impresse sullo sfondo, con un taglio di scrittura diretto e frizzante, tanto da incastonare piccole perle in cui chiunque può facilmente immedesimarsi.
 
“Non so se sono brava a consolare le persone."
"Sei mia figlia, sei brava per forza. E questa è una sfiga Luna, ricordatelo."
"Perché è una sfiga? Non è una bella cosa?"
"Sì, certo, bellissima. Poi però succede che tutti vogliono essere consolati dei loro problemi, e ai tuoi non ci pensa nessuno, nemmeno te."
"Ah, e allora cercherò di consolare poca gente."
"Brava, provaci.”
 
Mano a mano che ci si affeziona al turbine di vicende, sorge spontaneo chiedersi quanto sia stato sottile Genovesi nel ricreare in questo microcosmo l’esatto specchio di una generazione che si trova, sola, a fare i conti con se stessa, a tal punto che in ogni voce narrante ognuno può sentire anche la propria. “Perché a te non te ne frega nulla di quelli sicuri che hanno sempre la situazione sotto controllo, ti fa tristezza il tono degli uomini che sanno sempre cosa è meglio e rischiano di facilitarti la vita. Invece questo qua, questo tipo imbranato e sperso, che sta davanti a te e non sa più dove mettere le braccia, come se gliele avessero appena regalate e non avesse spazio per tenerle, questo tipo con la vita così chiaramente piena di casino che sarà facilissimo esportarne un bel po’ nella tua, ecco, per qualche motivo tremendo ti piace, e anche parecchio. Forse perché sei scema come lui. Anzi, senza forse.” Ed è per questa vena realisticamente tragicomica che si rimane travolti dalla lettura e mi sentirei di dire che forse Chi manda le onde è il libro perfetto per celebrare l’arrivo di una nuova estate. Anzi, senza forse.
 

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