Arte e Letteratura

Nel segno della pecora

Il romanzo di Haruki Murakami per #ilmaggiodeilibri
di Giacomo Borgatti \ 12-05-2015 \ visite: 1859
Quando si viene lasciati ci sono poche cose da fare: piangere, rimanere sul divano in stato comatoso o entrambe le cose in contemporanea. Ci si lamenta di qualsiasi proposta, qualunque avvenimento vi fa ricordare la persona che fino a qualche giorno prima sentivate continuamente ma che ora non potete più nominare senza stare male e via così per un crescendo di depressione che può durare anche diversi mesi. Quindi l’unica cosa da fare sarebbe viaggiare. Viaggiare per fare nuove esperienze, per incontrare nuove persone, per pensare ad altro. Trascorrere un mese nella campagna cinese, navigare nel Rio delle Amazzoni su canoe costruite dalle tribù locali, partecipare alla Parigi - Dakar che ormai non passa più da Parigi ma va beh almeno a Dakar ci arriva per davvero. Oppure, per pura comodità, si può leggere un libro per un affascinante, personale e, soprattutto, economico viaggio con la propria fantasia. Che, d’accordo, non è la stessa cosa ma non credo che con circa 15 euro sia possibile acquistare molti biglietti d’aereo. Anche se una volt aho trovato un biglietto aereo per Oslo a quella cifra ma non divaghiamo.
 
Nel segno della pecora andrebbe benissimo per questo scopo. Il libro di Haruki Murakami, celebre scrittore giapponese, ti trascina in un Giappone, tra tradizione e misticismo, colmo di leggende, personaggi folli e visioni allucinatorie. La trama, che ovviamente accenno solamente, potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta; a tutti quelli che ho raccontato in breve l’incipit di questo libro mi hanno quasi sempre quasi riso in faccia. La storia narra l’avventura di un uomo, un pubblicitario oramai annoiato dal suo lavoro, che viene assoldato da un misterioso e pericoloso individuo per ritrovare una strana pecora, contenuta in una fotografia utilizzata anni prima in una campagna pubblicitaria. Nessun indizio se non la foto.
 
Ora, la mia voglia di rivelarvi ulteriori particolari è veramente forte ma cercherò di non cedere eccessivamente perché, nonostante un avvio un pochino lento, la storia regala continui colpi di scena e situazioni all’apice del surrealismo, proprio una delle caratteristiche principali di Murakami, capace di una scrittura semplice ma mai banale, descrittiva ma non noiosa, in grado di far trasparire dalle pagine del libro l’atmosfera quasi fiabesca delle periferie e delle campagne giapponesi, popolate da personaggi memorabili ai confini tra realtà e sogno, vita e morte. I personaggi sono sicuramente uno dei punti forti dell’opera dello scrittore giapponese: partendo dal protagonista a tratti insopportabile per la sua insofferenza universale, la sua pseudo-ragazza dalle orecchie eccitanti (è davvero così, non avete letto male), il vecchio amico chiamato “il Sorcio” e un misterioso uomo pecora che si aggira tra le montagne e i boschi dell’Hokkaido, la parte più settentrionale del Giappone.
 
Una delle mie letture preferite degli ultimi anni che mi ha sorpreso sin dall’inizio ma che non sorprenderà chi ha una conoscenza, anche vaga, della cultura giapponese applicata alla narrazione delle storie, dai libri ai fumetti e film. Caratterizzato da atmosfere oniriche che, a tratti, sfociano in una follia mai esagerata e sempre molto ben dosata, Nel segno della pecora si è rivelata una lettura rilassante e magica, in grado di trascinare il lettore in un’avventura difficilmente credibile se non fosse per la magistrale capacità narrativa di Murakami. Una coinvolgente lettura che può distrarre dalla routine della vita quotidiana e che, forse, può farvi realmente dimenticare il vostro ex partner. Anche se probabilmente servirà più di un libro. Ma, si sa, il difficile è cominciare.

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