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Africa violenta

La xenofobia nelle township
di Antonio Vergoni \ 05-05-2015 \ visite: 2859
Sudafrica storico protagonista nelle violenze di razza, esempio nel mondo tra i più longevi di un sistema economico e sociale unico nel suo genere, figlio unigenito della supremazia colonialista, un magistrale abominio culturale realizzato ad arte e secondo la ricetta della dottrina razzista.

Separare la popolazione secondo gruppi razziali, con violenza, costruire un mondo di architettura urbana pianificata per i livelli di partecipazione o di esclusione per natura e genetica dalla ricca bellezza del paese. La violenza dell'Apartheid non c'è più da vent'anni, il resto della violenza continua nei modi e nelle zone dove è sempre esistita. Fioccano numeri da brivido e statistiche che impressionano sui crimini a Johannesburg e Cape Town.

Città grande e pericolosa è un binomio al quale neppure il Sudafrica si sottrae, ma la realtà da comprendere è diversa. Queste grandi metropoli sono talmente estese da comprendere territori anche a decine di chilometri dal cosiddetto centro. In questo modo l'immensa township di Soweto (quasi 900 mila nel 2001 e ora molto oltre il milione di abitanti ) viene compresa nella zona di Johannesburg; allo stesso modo Capetown sono anche le township di Langa, Kayelitsha e Gugulethu che  insieme fanno più di tre milioni di abitanti. È lì che il sistema politico ha da sempre "permesso" si sfogasse la violenza, lasciando in mano alle gang criminali la gestione di ciò che succede nella township, in termini di attività economiche e di amministrazione generale degli affari.

(Gugulethu, Cape Town)

Le violenze contro gli immigrati (74 morti dal mese di marzo 2015 ) che in queste settimane hanno sommosso la coscienza dell'opinione pubblica sudafricana e mondiale, sono tristi rituali che si ripetono con la stessa intensità e continuano o si fermano a seconda degli interessi di chi accende o bagna quelle polveri. A questa violenza è stato dato un nome preciso, "xenofobia", violenza verso gli stranieri, in particolare tra africani.

Un' ultima ondata di persecuzioni ha sconvolto Durban dove migliaia di stranieri si sono rifugiati nelle stazioni di polizia perchè sono stati aggrediti a colpi di machete da gruppi di residenti. Notizie sconvolgenti e un allarme reale.

#saynotoxenofobia, #weareone e giù a cascata l'ipocrisia mondana non ha perso tempo ad imbastire la commedia mediatica in cui gran cerimoniere è stato il Re degli Zulu, Goodwill Zwelithini che un pò di tempo fa ha iniziato ad istigare le violenze contro gli stranieri che vivono e lavorano in Sudafrica. Le tardive ritrattazioni non sono servite e le violenze hanno tributato da subito diversi morti sull'altare di questo Re pagliaccio ingrassato dal governo per farlo resistere attraverso i tempi della modernità, in una fasulla teatralità usurpata alla gloriosa tradizione del popolo Zulu.

Di personaggi come questi ce ne sono parecchi, le masse esasperate li seguono perchè abbandonate alla loro povertà se la prendono con il nemico più prossimo, nella bottega a fianco, il vicino di casa, indiano, pakistano, dello Zimbabwe o del Mozambico e lo fanno con una ferocia disperata. Interessi di diversa natura, legali o illegali si nascondono dietro l'esplosione di eventi di questo genere.


(KaKayelitsha, Cape Town)

Il boom degli investimenti commerciali e nell'edilizia che si sta verificando da qualche anno a Soweto, Johannesburg, spinge ad una riappropriazione di quegli spazi per renderli appetibili al mercato. L'attuale stato di disordine e violenza ha giustificato il ritorno dell'esercito nelle township a Johannesburg e a Durban, per una maggiore presenza delle istituzioni. Maggiore sicurezza dettata dall'allarme xenofobia nella necessità di creare controllo su luoghi adatti agli investitimenti. L'evoluzione economica che Soweto sta vivendo da più di un decennio è grandiosa, in una crescita esponenziale degli spazi commerciali, "spuntano come funghi gli enormi shopping mall e con loro una fila di grossi investitori della township nella quale sono stati spesi già diversi miliardi di rand [...]".

Il consumismo è in crescita vertiginosa in queste zone e l'espansione della domanda per quel benessere è solo all'inizio ed ha un potenziale di crescita altissimo. La corsa alla disuguaglianza è impostata per creare concorrenza, tra nuova ricchezza e nuova povertà. La richiesta legittima di nuove possibilità di benessere incontra un ostacolo fittizio, il tuo vicino africano, colpevole di usurpazione della ricchezza spettante ai sudafricani. Questa parte è il grande inganno, il palcoscenico di questa assurda lotta tra poveri in Sudafrica che permette ad alcuni la becera riconferma dei più classici pregiudizi di razza e il conseguente bisogno di quell'intervento civilizzatore figlio di secoli d'oppressione e di quella presunta superiore moralità.      

Note:
Per le notizie riguardanti Soweto:
Hlengani, Themba 2007  "Hot property: Soweto investment boom 2007", http://archivio.eddyburg.it/article/articleview/9023/0/195/

Sul violenza e xenofobia in Sudafrica:
Ansa 16/4/2015, "Violenza xenofoba in Sudafrica, 74 morti"
http://notizie.tiscali.it/esteri/feeds/15/04/16/t_152_2015-04-16_1161275474.html
Ansa 22/4/2015 " Sudafrica: cosa c’è dietro la violenza xenofoba",
http://iljournal.today/esteri/sudafrica-la-violenza-xenofoba-continua/

Agi " Sudafrica: 'caccia a immigrati', a Durban marcia contro xenofobia "
   http://www.agi.it/estero/notizie/sudafrica_caccia_a_immigrati_a_durban_marcia_contro_xenofobia-201504161749-est-rt10216

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