Arte e Letteratura

La Barcellona di Picasso e Gaudì,"Rosa di fuoco" piena di contraddizioni

Inaugura sabato 18 aprile a Palazzo Diamanti la mostra dedicata ai mille volti del modernismo catalano
di Licia Vignotto \ 15-04-2015 \ visite: 2593


“La rosa di fuoco” è il nome scelto dagli anarchici spagnoli per ribattezzare Barcellona nei primi del Novecento, utilizzato per descrivere l’energia bruciante e i fuochi che divampavano nella notte tra il 27 e il 28 agosto del 1909, durante gli scontri antimilitaristi della Settimana tragica.

“La rosa di fuoco” è anche il nome scelto a Ferrara per titolare la collettiva che inaugurerà sabato 18 aprile a Palazzo Diamanti, dedicata all’arte catalana modernista – che comprenderà i capolavori di artisti come Pablo Picasso, Antoni Gaudì, Ramon Casas, Santiago Rusinol, Hermen Anglada-Camarasa, Isidre Nonell.

“Sarà una mostra dedicata alla città di Barcellona, colta in un momento storico molto particolare – spiega Tomàs Llorens, curatore assieme a Boye Llorens -, cominciato nel segno dell’entusiasmo e concluso in modo tragico. Abbiamo voluto circoscrivere le opere in una cornice cronologica che va dal 1888 – anno della prima grande Esposizione Universale in Spagna – al 1909, quando la ribellione della popolazione venne soffocata con la violenza dall’esercito. Raccontare una capitale culturale più vicina a Parigi che a Madrid, aperta alle novità, mondana e vivace, allo stesso tempo lacerata dalle contraddizioni dell’industrializzazione, bacino di povertà dove la gente che viveva nelle baracche della periferia ancora poteva morire a trent’anni di freddo, di tisi, di fame. L’arte del tempo riflette questa mutevolezza, queste contraddizioni”.

Il percorso si aprirà con una sala dedicata a Gaudì, con suggestive fotografie dell’epoca – realizzate dal suo gruppo di collaboratori per la prima mostra parigina – e un modello della chiesa della Colonia Guell, realizzato attraverso delle catene appese al soffitto, tecnica utilizzata dall’architetto per disegnare i propri progetti. Proseguirà con due sale dedicate allo spazio pubblico e mondano, cabaret e caffè letterari, attrici e poeti, ma non solo. Fortissima la dicotomia tra il manifesto realizzato da Picasso per il capodanno del 1900, euforico e frizzante, e l’esecuzione pubblica dipinta da Casas con atmosfera medievaleggiante, da Santa Inquisizione.
Il tema della vita notturna si ritroverà nella sala dedicata ai nuovi modelli di femminilità che andavano affermandosi, dove si incontrano modelle e lettrici di romanzi d’amore, ragazze che si sdraiano esauste sul sofà, guardando i nomi scritti sul proprio carnet di ballo, “fanciulle in fiore” come quelle descritte da Marcel Proust nella Recerche, cacciatrici di dote, interni borghesi ma anche emblematiche scenette di campagna – come quella dipinto da Rusinol, dove si vede il ricco signore della città corteggiare segretamente la fanciulla del villaggio. Spiccano in questa galleria di personaggi il ritratto che Picasso fece a Gustav Cochien, critico d’arte impegnato anche nel recensire gli spettacoli notturni - “rappresentato come una sorta di re delle lucciole”, sottolinea Llorens – e le demi-mondaine luminescenti di Camarasa.

La tensioni sociali saranno protagoniste delle ultime due sezioni del percorso, dedicate rispettivamente alla Settimana Tragica  - documentata fotograficamente da una collezione di immagini scattate nelle decine di chiese e conventi bruciati – e ai miserabili, i mendicanti, gli zingari, ritenuti da Nonell l’emblema dell’emarginazione. La temperatura della città è estremamente cambiata, come si legge nelle facce angolose degli sposi del celebre Pasto frugale – prima incisione di Picasso, di cui restano pochissime copie – e negli arti abbandonati dei Degenerati, scolpiti da Carles Mani – promettente artista protetto da Gaudì, morto suicida nel 1911, all’età di 45 anni.

La mostra sarà visitabile fino al 19 luglio 2015, dalle 9 alle 19, anche nei festivi. Il biglietto di ingresso sarà ridotto per tutti i titolari di youngERcard. 

    Condividi questa pagina:

Altri articoli in Arte e Letteratura