Cultura e Spettacoli

Un’altra Ferrara, tutta da scoprire

Le chiese sconsacrate e i loro tesori
di Sara Fantoni, 5A \ 09-04-2015 \ visite: 2855
Sono presenti nel cuore del centro storico di ogni città, dimenticate e non viste, spesso trasformate in magazzini o eterni cantieri, specialmente  a Ferrara dopo il terremoto del maggio 2012. Sono le chiese sconsacrate, chiuse al culto e al pubblico, che celano, forse, al loro interno tesori che rimangono nell’oscurità. Chissà quante volte, non rendendocene conto, passiamo per via Belfiore, dove sorge la chiesa dei Santi Simone e Giuda, edificata nel XII secolo oppure lungo via Scienze, dove l’angolo che fronteggia la chiesa di Sant’Agnese ospita l’ex oratorio di Santa Agnesina, sorto nel 1292 come ospedale.

Cosa dire poi quando capita di costeggiare la discreta via di San Pietro, dove l’attuale cinema a luci rosse “Mignon” regge sull’ancora esistente facciata dell’ex chiesa di San Pietro?
Recentemente la comunità rumena ha proceduto per l’acquisto della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, sorta nel 1788 e chiusa nel 1933. Dapprima usata come magazzino, verrà ora adibita a chiesa di culto ortodosso. Una rinascita legittima e nobile, se confrontata con gli sviluppi attuati in molte altre ex chiese di Ferrara, che potrebbero essere oggetto di rivalutazione e riaperte al pubblico.

Come molte piccole città italiane, anche Ferrara nasconde ricchezze e valori artistici di grande prestigio. Un’altra Ferrara, quella degli orti interni, costruiti sotto la direzione del geniale architetto Biagio Rossetti con l’Addizione Erculea, voluta da Ercole I d’Este, oppure l’arte della Certosa Monumentale, recentemente risistemata dopo il terremoto e dove, a proposito di chiese dimenticate, sorge San Cristoforo, solo molto di rado aperta al pubblico.

Tornando nel cuore della città possiamo riscoprire l’eccezionale Cenotafio Ottocentesco di Ludovico Ariosto, situato al piano superiore della Biblioteca Ariostea.
Un giro per il quartiere del ghetto ebraico per scoprire angoli remoti come vicolo Mozzo Torcicoda e la splendida sinagoga.
Un turismo diverso, ottima alternativa al distratto “mordi e fuggi” proposto dalle attuali gite organizzate, diretta conseguenza della fretta moderna.

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