Arte e Letteratura

Libri per bambini, senza bambini attorno

Qualche appunto sulla Bologna Children Book Fair 2015
di Alessandro Orlandin \ 08-04-2015 \ visite: 1437
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Devo ammetterlo con una punta di vergogna: prima della settimana scorsa non ero mai stato a un evento ospitato da Bologna Fiere. Ho avuto la fortuna di farlo nei giorni in cui tra i suoi padiglioni era possibile immergersi nel colorato mondo che alimenta quotidianamente la fantasia dei bambini. Tuttavia senza bambini nel circondario, il che ha reso tutto ancora più straordinario. Non perché io sia affetto da una sporadica sindrome di Erode (cosa che peraltro non esiste), ma per il semplice fatto che la Bologna Children Book Fair – la fiera internazionale del libro per bambini – è un luogo votato all’esposizione e al commercio, e per questo riservata alle persone adulte. Preferibilmente operanti nel settore in questione. L’assenza dei bambini ha permesso a me ed a molti altri di rievocare vecchie sensazioni e proferire un imprecisato numero di “oooh”, “eeeh”, “iiiih” e tutte quelle esclamazioni piene di vocali che ci si lascia scappare di fronte a un candido stupore o ad uno spontaneo entusiasmo bambinesco. Alla BCBF, così abbreviata per comodità, si ringrazia dell’assenza dei bambini non tanto per il frastuono senz’altro attenuato dalla mancanza di pianti e grida, ma per risparmiarsi un profondo senso d’invidia per un mondo che si ha il privilegio di vedere solo attraverso le lenti della memoria. La rievocazione nostalgica però non è tutto: c’è anche la sensazione di perdersi qualcosa di eccezionalmente bello. In altre parole, che i bambini di oggi dispongano di una serie di opportunità privilegiate per quanto riguarda l’istruzione, la narrazione, il gioco.
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foto di Federica Gasparretti

Nell’immensità dell’esposizione e dei suoi infiniti risvolti, tecnici e non, in sintesi mi è stato possibile rendermi conto di un paio di cose. La prima: l’evoluzione e la diffusione delle tecnologie digitali pone sfide affascinanti agli editori di libri per bambini e ragazzi, ed a sua volta genera approcci differenti. Da chi rimane duro e puro sulla carta, a chi sposta il cuore della narrazione sugli schermi di smartphone e tablet. In mezzo c’è chi gioca su un’integrazione che prova a creare un bilanciamento tra la lettura vecchia maniera e l’interazione con i contenuti virtuali. Nel complesso l’asserzione secondo cu i bambini oggi leggono di meno finisce col sembrarmi una sciocchezza. Leggono diversamente, quello sì. Sta ai creatori di contenuti fare in modo che le loro rotelle continuino a girare. Considerato lo sconfinato numero di eventi, tavole rotonde e keynote speeches dedicati al tema, si direbbe che l’editoria ha gli occhi bene aperti su questo fronte e non vede l’ora di cogliere i frutti del suo lavoro.
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La seconda cosa, almeno tra le più importanti: la centralità dei personaggi, l’importanza di una loro precisa caratterizzazione e la loro capacità di entrare nel cuore di bambini e ragazzi rimane un fattore chiave. Da questo punto di vista alla BCBF si è visto davvero l’imbarazzo della scelta. Dai protagonisti delle fiabe più antiche alle bizzarre creature create in qualche avanzatissimo studio di grafica digitale ce n’è per tutti. Ogni epoca ha i suoi punti di riferimento e sembra fuori di dubbio come le grandi case di produzione partano con un vantaggio strategico nel rendere popolari i loro personaggi. Un caso su tutti: immagini di Elsa, la bionda deuteragonista del film Frozen della Disney, erano praticamente in ogni angolo della Fiera. Un quarantenne potrebbe chiedere chi diavolo è (anche se è difficile), mentre un bambino potrebbe storcere il naso se si trovasse di fronte Calimero. Come detto i bambini alla BCBF non erano ammessi, per cui allo scopo di mandare in brodo di giuggiole i visitatori – adulti – sono state mandate in giro per la Fiera delle enormi mascotte con le sembianze di personaggi divenuti popolari nel Ventesimo Secolo. Calimero, Heidi, Pikachu, Miffy e altri che con tutta probabilità non ho avuto il privilegio di incontrare. Oltre a dare un tocco di bizzarria al contesto, hanno attirato a sé centinaia di fotografie, perlopiù selfie. Se pensate che anch’io, quasi trentenne con la barba e l’aspetto serioso, abbia resistito vi state sbagliando. Piccola nota di colore, non secondaria: per costruire l'immaginario collettivo degli adulti di domani non ci sono solo i personaggi di fantasia. Anche le figure storiche hanno un peso notevole. Per esempio mi ha divertito parecchio vedere accostati sullo stesso scaffale dei volumetti biografici su Pieter Bruegel il Vecchio e Tim Berners-Lee. Un pittore fiammingo del Cinquecento e il papà dell'attuale world wide web. D'altra parte né la pittura fiamminga né la rete sono magicamente apparse a questo mondo!
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Detto questo, il mondo dell’illustrazione non mi poteva sembrare più sano di così. Grazie all’ampio raggio di proposte internazionali alla BCBF si è potuto vedere davvero di tutto, con un elevato livello di originalità. Sia per quanto riguarda i più piccoli, sia per il segmento di mercato che mira a raggiungere gli adolescenti. Gli animali e le loro possibili derivazioni rimane il filone più ricco. Personalmente ho eletto miei nuovi beniamini l’inglese Matty Long con la sua surreale Super Happy Magic Forest e l’altrettanto inglese Steve Antony con il suo irresistibile musone Mr. Panda. Facendo queste due menzioni sono consapevole di fare un torto a tutti i lavori che non sono riuscito a vedere per mancanza di tempo, spazio (c’erano migliaia di persone, of course) o entrambi. Per cui della mia prima visita a Bologna Fiere conserverò il ricordo di un mal di piedi memorabile e il proposito di farmi trovare pronto per l’edizione 2016 della Bologna Children Book Fair. La sua imponenza e complessità mi hanno travolto e di fatto mi hanno impedito di approfondire una miriade di aspetti specifici. Ah, e ovviamente il prossimo anno le mascotte che non ho incontrato non mi sfuggiranno.
 

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