Cultura e Spettacoli

Io corro, Storie di Passi: 42 minuti di corsa e di teatro

Uno spettacolo per chi è già arrivato e per chi non è ancora partito
di Giulia Ungarelli \ 15-03-2015 \ visite: 1934
storie di passi

Quando corro vivo un distacco perfetto, non sono né il mio passato, né il mio futuro, sono energia elementare, coincido esattamente con me stesso, aderisco al mio tempo. Sono io qui e ora. Ma se “qui e ora”, hic et nunc, è anche il presente assoluto proprio del teatro, allora correre è un po' come assistere ad uno spettacolo: ci troviamo sospesi, liberi dai vincoli di spazio e tempo, concentrati su un momento unico e irripetibile: adesso. Magari da spettatori non si bruciano proprio le stesse calorie ma si può sempre provare battendo molto forte le mani.

Questo fine settimana dedicato alla Ferrara Marathon diventa occasione per un incontro inedito, il teatro e la corsa insieme. Da un'idea originale di Laurent Soffiati, attore e regista parigino e Roberta Pazi con la collaborazione di Marisa Antollovich, Ferrara Off Teatro ospita lo spettacolo “Io corro, Storie di Passi”.  Perchè correre? Ognuno ha i propri motivi. Il teatro ricerca quelli più profondi, portando in scena le voci interiori degli atleti: ansie, aspirazioni, paure, silenzi, felicità, vuoto, libertà, solitudine, si fanno movimento.

Sulla scena trenta attori, allievi dei laboratori teatrali di Ferrara Off, tenuti da Roberta Pazi, si tengono dietro la linea del traguardo, orizzonte immaginario che divide lo spazio della finzione dal pubblico. C'è chi corre fuori dal tempo e chi invece corre per fare un tempo. Chissà se per fare un tempo rimane il tempo per pensare. Sembra di sì. Per quanto veloci si possa andare non si è mai più rapidi dei propri pensieri. Quelli ti restano addosso: un'assenza, un dolore, un sorriso, un ricordo. Evidentemente i pensieri avevano tanta voglia quanto te di uscire a farsi una corsetta. Qualche volta può capitare che siano addirittura più veloci di te. I pensieri tagliano il traguardo in netto anticipo sulla tua fatica e poi quando finalmente arrivi li trovi lì ad aspettarti: “Sono libero”, “Sono vivo”, “Ce l'ho fatta”, “Ti amo”. 

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