Attualità e Viaggi

Nuvole sull'arcobaleno

La township Langa a Cape Town
di Antonio Vergoni \ 05-02-2015 \ visite: 1939
La facciata di un paese che una volta  rappresentava un modello di riconciliazione e di nation building sta gradualmente mutando d'aspetto […] ”;  “ […] esiste una guerra civile a bassa intensità che si sfoga attraverso diverse forme di violenza inclusa quella razziale e xenofoba ”. ( Ranjeni Munusamy, Daily Maverick, 23 gennaio 2015 )

Ancora violenza in Sudafrica, qualche settimana fa nei sobborghi della periferia di Johannesburgh. All'interno della township di Soweto i bazar gestiti da immigrati dalla Somalia, dal Pakistan, dal Bangladesh o dallo Zimbabwe sono onnipresenti a fianco delle attività dei sudafricani. Dentro uno di questi avviene l'episodio che segnerà l'inizio della tragedia: il proprietario temendo una rapina apre il fuoco su un gruppo di ragazzi e un colpo di fucile uccide un 14enne.
La notizia corre per la township e il negozio viene in poco tempo accerchiato, saccheggiato e poi distrutto. La rabbia si espande e si moltiplica e così le devastazioni e altri morti. É già successo in passato con episodi di attacchi xenofobi nel 2005 e 2006, nel 2008 la situazione è peggiorata con l'arrivo dallo Zimbabwe di oltre 3000 persone in fuga dalle violenze seguite alle elezioni presidenziali. Quella primavera una folla inferocita era scesa per le strade e al grido "cacciamo gli stranieri " aveva razziato i sobborghi di Johannesburgh uccidendo uomini e donne e bruciando le baracche degli stranieri. ( 1 ) Nel 2008 le vittime principali degli attacchi furono gli immigrati somali e a fine anno i morti totali arrivarono a 62. ( 2 )

(nella foto un murales a Langa: "Our world is our weapon"

Come in altre occasioni  protagonisti degli assalti sono stati per lo più gente nata qui, sudafricani che vivono in condizioni di povertà da sempre, senza lavoro o quasi, disperati, dimenticati dal governo e abbandonati al loro destino. Di questa gente ne approfittano le potenti gangs criminali attraverso il controllo della vita nelle township e di qualsiasi business al loro interno, anche quello degli immigrati. Nell'ultimo decennio il Sud Africa ha vissuto  un'immigrazione consistente dai paesi confinanti e da altri continenti. I sudafricani vedono in questi arrivi una minaccia, perchè gli immigrati vengono accusati di rubare posti di lavoro e la convivenza all'interno delle township in alcuni casi è diventata insostenibile. Gli immigrati lavorano più di 15 ore al giorno e per questo sono accusati di “concorrenza sleale” perchè rifiutano di attenersi alle sindacali 8 ore, un diritto conquistato solo vent'anni fa con la fine dell'Apartheid.


(nella foto un cartello al museo della township Langa)

L'economia del paese non cresce più ai livelli di prima e ora è ferma, questo ha fatto crescere invece la disoccupazione a livelli altissimi, soprattutto per la parte di popolazione nera del paese. Non è troppo lontano il periodo buio della violenza razziale, quello che ha aperto la stagione  della “pacificazione politica ”, negli anni successivi alla liberazione di Mandela dal carcere di Robben Island nel 1990 e fino a molti anni dopo la vittoria alle elezioni presidenziali nel 1994. Una stagione segnata dal sangue nella resa dei conti dopo anni di dittatura feroce. In un clima da guerra civile, il partito di regime e l'opposizione di Mandela si scontravano in piazza e le township nere erano in stato di agitazione continua, con manifestazioni di massa quotidiane e una situazione prossima alla rivoluzione. Il regime reagiva con arresti di massa e con l'esercito che rispondeva alla violenza con altrettante violenza, sparando sulle folle e occupando militarmente le township. L'istituzione di un tribunale speciale, la “Commissione per la verità e la riconciliazione ” ebbe un ruolo importante nel riportare la calma nel paese, stabilendo i principi che avrebbero condotto ad una uguaglianza dei diritti tra tutti gli abitanti del Sud Africa. Nonostante questo e altri sforzi, compresa la dottrina nonviolenta e lo spirito del perdono professato da Mandela, abbiano influito a creare i presupposti per un futuro di convivenza pacifica e civile, il marchio della violenza non ha mai lasciato questa parte d'Africa.

Note:

Ranjeni Munusamy, “ Somewhere over the raimbow, racism and xenophobia's dark cloud ”, Daily Maverick, 23 gennaio 2015, www.dailymaverick.co.za
( 1 ):- sud africa caccia agli immigrati, scontri etnici: dodici morti, la repubblica .it,
( 2 ): Misna, “ Soweto, vittime e arresti per gli attacchi xenofobi ”, 23 gennaio 2015, www.misna.org
 
Le informazioni di cronaca nera sono tratte in parte da:
NewsdzeZimbabwe, “ Three dead in soweto looting ”, 23 gennaio 2015,  http//www.newsdzezimbabwe.co.uk


 

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