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Il gioco d'azzardo: una rovina per la società

Come il gioco patologico lascia sul lastrico la gente
di Marcello Cappellari, 2H \ 12-01-2015 \ visite: 3604
Oggigiorno sempre più persone cadono in stato di povertà a causa non solo della crisi che affligge l’Italia in questi ultimi tempi, ma anche per una causa le cui conseguenze portano alla disperazione migliaia di persone: il gioco d’azzardo.
 
Conosciuto e proibito sin dai tempi dell’antica Roma quando si giocava per strada alla morra, il gioco d’azzardo ha origini antichissime.
Se pensiamo che già nel Medioevo erano tante le persone che diventavano mendicanti per aver perso tutto nelle taverne di allora, oggi come ieri, è sempre di più alta la percentuale di individui che finisce sul lastrico a causa di scommesse, giochi elettronici (videopoker e videolottery) e “biglietti(ritenuti) fortunati”.

Quello dell’azzardo è un impero che si espande sempre di più e finisce per contagiare anche le fasce di individui che sono maggiormente influenzabili.
Normalmente per i minori di 18 anni sarebbe vietato accedere a siti di casinò online e di scommesse in rete, invece, sono sempre di più i minorenni che si lasciano andare e iniziano a scommettere prima la loro paghetta settimanale, mandando in fumo in una giocata i soldi duramente sudati nel corso della settimana di studi, poi, man mano che si cresce, si impara ad accedere al conto in banca e a gonfiare la posta in gioco, con conseguenze che si ripercuotono non più sull’adolescente stesso, ma vanno a toccare anche la famiglia.

I videopoker e le slot machines sono forse la forma di gioco più conosciuta e utilizzata nella società consumistica moderna.
Anche questa forma di “impoverimento” sarebbe vietata ai minori, ma mentre lo Stato si impegna a far rispettare le regole, sono sempre di più i baristi e i gestori di sale slot che chiudono un occhio e arrivano a far giocare anche ragazzini di 12-13 anni.
Un altro problema è la pubblicità delle sale slot e dei siti che promuovono questa forma nociva di svago: infatti, in TV e su internet, sono sempre più numerosi gli spot che reclamizzano sale slots appena aperte o siti online attivi 24 ore su 24. Il problema di questi avvisi è che spesso e volentieri sono trasmessi anche su reti televisive comuni e in orari “protetti” nei quali, i bambini e i ragazzi guardano per più tempo la TV e, di conseguenza, vengono bombardati da questi messaggi a sfondo negativo.
 
Esistono, poi, dei gestori di bar che hanno deciso di “mettere fuori dal locale “ le videolotterye i mangiasoldi: “ la gente non consumava più, venivano dentro solo per fare una o più partite con il videopoker” racconta un barista di un piccolo paesino di montagna, “ma dopo che le ho messe fuori, la situazione è migliorata molto”.
 La testimonianza è la prova lampante che il gioco d’azzardo, può diventare una vera e propria malattia, che, a lungo andare, può guarire.
Esistono, infatti, centri appositi per i “malati” di ludopatia ( malattia che condiziona a giocare d’azzardo) dove i “ricoverati” vengono accolti e aiutati, per mezzo di specialisti e psicologi a smettere di giocare, perché il gioco se usato come forma divertimento, resta uno svago, ma se si prosegue in maniera ossessiva, si tramuta in vera e propria dipendenza patologica.

Ed ecco alcuni consigli per evitare di cadere nella voragine dell’azzardo:
-    non chiedere prestiti per giocare
-    non giocare se si hanno debiti economici
-    riservare una somma SOLO PER IL GIOCO  e non oltre!
-    smettere di giocare quando la somma si è esaurita
-    capire che ci sono altri hobby e divertimenti alternativi al gioco d’azzardo
-    non “monetizzare” i beni posseduti
-    pensare che con i soldi giocati o che si stanno per giocare si possono fare o comprare altre cose migliori del gioco

La cosa migliore, sarebbe comunque quella di non iniziare proprio a giocare con i soldi veri.
(foto da www.professioneopinioni.com)

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