Ferrara dietro le stelle 2014

Live Report: Kodaline

Oltre a un paio di tormentoni c'è molto di più
di Edoardo Gandini \ 18-07-2014 \ visite: 1653
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Sorpresa! Chi l’avrebbe mai detto che una delle date più sentite dal pubblico in questa nuova edizione di Ferrara Sotto le Stelle potesse essere quella dei semi sconosciuti, almeno in Italia, Kodaline? Io no di certo. I Kodaline sono un quartetto irlandese che sta vivendo un momento di grandissima popolarità in tutto il regno unito e, grazie ad un buon numero di singoli diventati veri e propri tormentoni, sta scalando le classifiche di tutto il mondo facendo apparizioni nei più rinomati festival europei. Negli ultimi anni, infatti, per ben due volte ho incrociato il loro nome nei palinsesti di Pukkelpop e Rock Werchter, senza però approfondire la conoscenza a causa di incroci con altri gruppi che mi interessavano maggiormente; ora che son qui sotto casa, non ho più scuse.
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Entrato nel Cortile del Castello mi rendo immediatamente conto di avere all’incirca il doppio degli anni di quasi tutti i presenti, già in coda dalle 18 per un posto in prima fila, prima di accorgermi che, in realtà, il pubblico (comunque in prevalenza adolescenziale e femminile) è ben suddiviso tra “veri giovani”, “giovani a tempo determinato” (come il sottoscritto) e anche diversi “giovani di una volta”, oltre ad una non comune affluenza di stranieri, merce rara negli eventi ferraresi e italiani in genere.
Alle 21.45 si spengono le luci e il boato di benvenuto regalato dal pubblico ferrarese all’ingresso sul palco dei Kodaline inizia a farmi intuire la reale portata dell’evento. After the Fall e One Day, suonati con precisione chirurgica e una sicurezza commuovente, mi catapultano agli ultimi lavori di Coldplay e Keane; una voce pulita molto presente ed un uso estremamente intelligente del falsetto donano profondità ai ritornelli, rendendoli tanto orecchiabili da ricordarmi di averli già ascoltati in diverse occasioni, seppur senza collegarli al gruppo.
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La cosa più clamorosa, però, è che tutti (e dico proprio tutti) i presenti accompagnano il gruppo cantando i pezzi a squarciagola, come se fossimo di fronte a dei big del panorama mondiale. Mi vien da pensare di essermi perso qualcosa: chi sono questi quattro ragazzini che stanno facendo cantare Ferrara? I Kodaline battono il ferro finché è ben caldo e ammucchiano un buon numero di brani, passando tra sonorità rock e autentiche ballate folk come Love Like This, capaci di coinvolgere il pubblico come i migliori Mumford & Sons.
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La performance, rimasta su ottimi livelli per tutta la durata del set, si esaurisce dopo appena un’ora e venti minuti con un doppio encore molto apprezzato dal pubblico; l’intima The Answer, iniziata dal solo Steve Garrigan e poi conclusa insieme a tutta la band, e la celeberrima All I Want, diventata famosa per aver fatto da sottofondo al video “Google's 2012: Year in Review”, ma che personalmente reputo inferiore ad altre in repertorio.
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Pur senza aggiungere niente di particolarmente decisivo ai gruppi da cui traggono ispirazione, i Kodaline si confermano un’ottima band, con un suono e un’identità degna di veterani, capaci di stupire e sorprendere anche un pubblico maturo, lasciando intravedere ottimi spiragli in chiave futura; gli ultimi di un’infinita generazione di talenti che il Regno Unito sta lanciando nel mondo. Non rimane che augurargli buona fortuna, sperando che la loro strada continui sugli ottimi binari intrapresi e che un giorno, chissà, possano diventare un punto di riferimento per altre band cosi come i grandi gruppi inglesi di inizio anni 2000 sono stati per loro.

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Setlist

1.       After the fall
2.       One day
3.       Pray
4.       Brand new day
5.       Love like this
6.       Way back when
7.       Lose your mind
8.       High hopes
9.       Big bad world
10.   Talk
11.   All comes down

Encore

12.   The Answer
13.   All i Want


 

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