Ferrara dietro le stelle 2014

Live Report: Le Luci della Centrale Elettrica + guests

Tra Ferrara e la Luna c'è un Vasco Brondi che sorride
di Edoardo Gandini \ 17-07-2014 \ visite: 2292

Erano tutti felici da fare schifo ieri sera, alla grande rimpatriata ferrarese organizzata per il ritorno del figliol prodigo sotto l’ombra del Castello Estense. Amici sopra e davanti al palco, un piccolo nipotino nuovo di zecca e una manciata di parenti ad accogliere Vasco Brondi in quella città che tanto lo ha schiacciato fino a farlo volare sulla luna. Eh sì, tutti felici da fare schifo, perché se si è preso bene anche Vasco c’è speranza per tutti. Tra Ferrara e la Luna c’è una strada interminabile, esperienze, amicizie e profondi cambiamenti, a quanto pare.
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Cos’è successo a quel ragazzo turbato che con una chitarra e un palco vuoto vomitava alla gente le sue inquietudini con una forza espressiva tale da non far pensare alle stonature e alla struttura dei pezzi? Il suo viaggio lo ha portato fino alla luna e ce lo ha riconsegnato sereno, forse “felice suo malgrado” come intelligentemente lo ha definito uno dei tanti amici trovati passeggiando per il Cortile del Castello Estense.
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Già, perché ai concerti del Vasco di Ferrara ci si può andare tranquillamente da soli, sicuri di trovare la compagnia giusta come ad una grande rimpatriata di scuola. La serata è stata minuziosamente organizzata come una piccola festa, un paio di amici ad aprire il concerto e tanti altri con cui dividere il palco più tardi. Niccolò Carnesi, volto nuovo dell’underground cantautorale italiano che ricorda in moltissimi aspetti il ben più noto Dente, anche se privo del suo enorme e geniale talento nella scrittura, e l’energica Maria Antonietta, maggiormente conosciuta al pubblico grazie alla sua lunga gavetta maturata in giro per l’Italia, sono gli artisti scelti per allietare il pubblico in vista dell’evento principale.
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Alle 22.00 circa tocca a Vasco far gli onori di casa e fin dall’inizio si intuisce che lo spettacolo messo in piedi non ha niente a che vedere con ciò a cui eravamo abituati: luci soffuse, un tecnico luci (!!) posizionato al fianco del mixer e una postazione moog sul palco fanno pensare a stravolgimenti importanti. Le aspettative non vengono deluse e in pochi minuti ci si trova di fronte ad un Vasco Brondi completamente diverso nei suoni e nei movimenti; gli arrangiamenti assumono un ruolo fondamentale nell’economia dei pezzi e i balli sfrenati trasformano il ferrarese da menestrello triste in incontenibile frontman, capace di coinvolgere il pubblico come il più navigato degli artisti pop, mettendo per una volta la forma davanti al significato.
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Il set delle Luci della Centrale Elettrica si evolve a metà strada tra un greatest hits dei suoi maggiori successi e una partecipazione continua degli innumerevoli ospiti, a partire dalla suadente voce di Rachele Bastreghi dei Baustelle impegnata a duettare con Vasco in un paio di brani (uno della band toscana e uno delle Luci), passando per gli splendidi vocalizzi di Levante nella cover di Battiato Summer on a solitary beach, fino al meraviglioso finale di Baby Building e 40km, eseguiti assieme al geniale romanticismo di Dente, lasciato per ultimo per motivi affettivi (Vasco racconta con nostalgia di quando, appena arrivato a Milano, conobbe il cantautore e insieme andavano nei bar a suonare le loro canzoni davanti ad appena trenta persone).
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C’è spazio anche per un encore di tre brani prima della fine del concerto, suonati questa volta da un Vasco alla vecchia maniera, con Quando tornerai dall’estero urlata agli astanti come ci siamo abituati a sentire in questi anni, senza velleità canore a mio avviso un po’ forzate e con una potenza comunicativa che ha pochi pari in Italia. Sono passati tanti anni da quando un ragazzo ferrarese girava la penisola con una macchina scassata per portare in giro la sua idea di arte, anni in cui l’opinione pubblica (soprattutto locale) si è spezzata in due cercando di capire l’effettivo valore artistico del suo progetto, spesso pervasa dal pregiudizio e l’invidia classica delle piccole città (o grandi paesi); Ferrara l’ha masticato, turbato e poi sputato sulla Luna, dalla quale è tornato maturato e “felice da fare schifo”.
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Setlist
1.       C’eravamo abbastanza amati
2.       Cara catastrofe
3.       Macbeth nella nebbia
4.       Firmamento
5.       Un Bar sulla via Lattea
6.       L’Aeroplano (con Rachele Bastreghi)
7.       Un Campo lungo cinematografico (con Rachele Bastreghi)
8.       Per respingerti in mare
9.       Per combattere l’acne
10.   Ti vendi bene
11.   Questo scontro tranquillo
12.   Alla Felicità (con Maria Antonietta)
13.   Emilia Paranoica
14.   Le Ragazze stanno bene
15.   Cuori d’artificio (con Levante)
16.   Summer on a solitary beach (con Levante)
17.   Piromani
18.   Le Ragazze Kamikaze
19.   Baby Building (con Dente)
20.   40 Km (con Dente)

Bis

21.   La terra, l’Emilia, la luna
22.   Quando tornerai dall’estero
23.   I Destini generali

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