Cultura e Spettacoli

Movie Of The Week: "Rocketman" (2019)

Così nacque la pop star (e la pop music)
di Paolo Stegani \ 17-06-2019 \ visite: 390
Taaron Egerton travestito

Elton John è tante cose: un compositore eccezionale, un performer incredibile, un attentatore ai soliti schemi. Prima di tutto questo, Elton John è "esagerato": il nuovo film "Rocketman", diretto da Dexter Fletcher, lo è altrettanto.
Sull'onda della biografia cinematografica di Freddie Mercury, che solo quattro mesi fa si imponeva alla serata degli Oscar grazie all'interpretazione di Rami Malek, a seguire il filone (o a lanciare una sfida) è la storia di un altro genio musicale, forse ancora più eccentrico e spudorato. Taaron Egerton ("Legend", "Eddie The Eagle", "Kingsman 2") riesce nel difficile compito di incastrare in due ore di girato una personalità enorme e ricca di sfumature qual è quella di Elton, in un susseguirsi di canzoni e scene che si impegnano a raccontare gli alti e bassi, tanti, della carriera del cantante e pianista. Autentico viaggio alla ricerca della sua autenticità, ci viene mostrato l'Elton invincibile sopra il palco e quello fragile dietro le quinte, legato ad un passato che lo tormenta e ad un presente confuso, in cui non è chiaro chi gli sia davvero vicino.

Musicalmente entusiasmante, la colonna sonora è il filo conduttore che lega la trama e ancor più facilmente dei dialoghi dimostra quanto si nasconda dietro le parole immediate di una canzone pop. Si abbraccia tutta la sua discografia, passando da "Saturday Night's Alright (For Fighting)" a "Yellow Brick Road", con una resa visiva e coreografica che crea un ibrido fra musical e videoclip.  Se le tante scene di eccessi e droghe possono sembrare eccessive, altro non sono che la semplice drammatizzazione di un periodo della sua vita forse anche più pesante di quanto non appaia su schermo. John stesso, dopo tutto, è uno dei produttori. Come si trattasse di un suo show anche il film si veste e si traveste, quasi nello stile di una produzione Disney, oscillando fra la cruda compagine della realtà omosessuale negli anni '70 e l'atmosfera sognante legata alla sua musica, fra il padre incapace di amarlo ed un pubblico incapace di odiarlo. Il tutto rispettando gli schemi tipici del biographic movie, dalla creazione del mito al momento della sua lotta con i propri demoni, ed ecco che nel film la carriera di Elton John scorre veloce proprio com'è stato per davvero. La componente musicale trova sempre più spazio mano a mano che ci si avvicina all'epilogo, unica vera compagna sulla quale l'artista può sempre contare.

Rapidi cambi di scena, inquadrature originali, l'attenzione su situazioni normali che hanno però delineato successivi eventi fuori dall'ordinario: non ci si annoia, sull'onda di un ritmo musicale e di sceneggiatura che rende giustizia sia alla persona sia all'artista, rapido dentro e fuori dall'uno e dall'altro mondo. Un ottimo modo per riscoprire o approcciarsi ad una figura artistica storica di questo e soprattutto dello scorso secolo, senza giri di parole ma con tanti giri di piano, tanti occhiali da sole e tante complicate interazioni umane. Tutto fondamentale alla creazione ed al lancio dell'Uomo Razzo nel cielo della pop music. Ed è ancora in orbita!


 

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