Arte e Letteratura

Il Pellicano spicca il volo

Intervista alle fondatrici del nuovo magazine cittadino
di Paolo Stegani \ 14-06-2019 \ visite: 779
Le fondatrici di Pellicano Papers

Nicoleta e Lucia si incontrano all’Università di Ferrara, ma non c’è solo un corso di studi ad accomunarle: entrambe sentono l’esigenza di creare nella città che le ospita uno spazio che avvicini le persone e le loro idee. Così, nell'estate del 2018, cominciano a pensare ad una piattaforma culturale, forti della convinzione che dalle connessioni creative nascano i progetti migliori.

Nel 2019 nasce Pellicano Papers, il magazine online che si propone di divulgare alternative in un'ottica culturale e sviluppare una rete di contatti in grado di far crescere proposte valide.

Che cos’è e com’è nato Pellicano Papers?

Nicoleta: “È il nostro modo di fare resistenza.
C’è una retorica dispotica che si sta facendo sempre più spazio nutrendosi di un pressapochismo in cui non ci riconosciamo. All’inizio pensavamo che un’espressione efficace di questo disagio potesse essere la musica, ma abbiamo incontrato un certo limite nel non saper né suonare né cantare (ridono). Parlando con altri ragazzi abbiamo poi scoperto che in molti condividevano questa linea di pensiero e abbiamo deciso di svilupparla: Il Pellicano è un posto che mette in relazionare le persone, i loro progetti, le loro idee.”
Lucia: “Ci interessano i rapporti umani che si basano sulla creatività. Questo è il nostro scopo e questa è la linea di pubblicazione: La personalità degli autori e le loro sensazioni contano tanto quanto ciò che scrivono. Vogliamo vedere le cose attraverso il loro filtro per dare vita ad un confronto e creare degli spunti non convenzionali.”

Chi sono i vostri collaboratori?

“Sono alcune delle tantissime persone che ci hanno spinto verso questo progetto: Amici e conoscenti che hanno accettato di far confluire i loro lavori su una piattaforma un po’ più strutturata. Sono tante realtà, anche molto diverse, che si contaminano.”

Quali caratteristiche dovrebbero avere?

Nicoleta: “Stiamo cercando persone che abbiano voglia di arricchirsi e di mettersi in gioco, di confrontarsi.”
Lucia: “Devono essere curiose e sincere nell’espressione della loro visione del mondo. Non vogliamo pubblicare cose manipolate e appositamente scritte per dare una certa immagine.”

La loro creatività basterà a scardinare la retorica a cui accennavate?

Lucia: “Viviamo un presente sempre più cristallizzato, che non permette il confronto ed esacerba il conflitto. La creatività può invertire questa tendenza perché è un impulso inarrestabile: Non importa da dove arriva, provocherà sempre degli stimoli e delle domande.”
Nicoleta: “Chissà che una di queste non spinga chi legge ad analisi meno superficiali e ad argomentazioni più articolate. È con questo obiettivo in mente che incoraggiamo una fortissima e dichiarata nota personale.”

Il Pellicano ha appena concluso la sua prima collaborazione, com’è andata con “Cardini”?

Lucia: “Il tutto è nato ad Officina MECA, dove parlando del nostro progetto con Caterina Pocaterra abbiamo pensato che fare una cronaca delle realtà dell’artigianato ferrarese ed entrare nelle sue botteghe fosse perfettamente in linea con i nostri scopi.
Speriamo che Cardini venga confermato anche il prossimo anno: Abbiamo incontrato tantissimi artisti ed è stato il perfetto stimolo con cui cominciare. ”

Quale sarà il prossimo passo?

“Per ora stiamo analizzando i feedback dei nostri lettori e stiamo cercando di capire se il modello che abbiamo proposto funziona. Il Pellicano sta comunque covando diversi progetti, e prossimamente proverà a reinterpretare i suoi spazi. Siamo fortunate: I nostri collaboratori sono dei vulcani di idee.”

Venite da due realtà molto diverse da Ferrara. Qual è il rapporto che avete sviluppato con questa città?

Nicoleta: “Io sono nata a Ploiești, una città molto industriale della Romania, fredda, e ho cominciato il mio percorso in Italia da Occhiobello, dalla provincia. Arrivata a Ferrara mi sono innamorata della cultura che nasconde in ogni angolo, con uno sguardo probabilmente diverso da chi ha sempre vissuto questa immersione nell'arte: Ci ho visto tantissime opportunità e ho infatti deciso di rimanere qui a studiare. La amo.”
Lucia: “Sono una ragazza Italo-spagnola che si è trasferita in Italia per questioni di studio e che un po’ per caso, dopo essere stata a Roma, è arrivata a Ferrara. Mi ci sono trovata subito molto bene trovando la sua misura d'uomo molto stimolante. Forse, oltre alla sua bellissima estetica, sono stati i suoi tempi non troppo frenetici a farmene innamorare.”

Che cosa vorreste cambiare?

Lucia: “Mi piacerebbe una Ferrara più aperta alle novità e alla loro condivisione.”
Nicoleta: “Che è quello che vogliamo fare con il Pellicano, e a cui si stanno dedicando tantissime altre realtà: Invertire un po’ l’unidirezionalità di questa città. Ferrara ha una storia ricchissima alle spalle, che non è ingombrante di per sé, ma che molti suoi abitanti rendono tale togliendo spazio alla contemporaneità. Collegare il passato al presente è la chiave che può regalare alla città l'importanza culturale che ha e che merita, anche per il valore delle persone che ci abitano.”

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