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Conversando - Irene Forlani

Quattro chiacchiere con la giovane ballerina ferrarese
di Paolo Stegani \ 12-03-2019 \ visite: 398
Irene Forlani che balla

Sabato scorso si è tenuto, sul palco del Teatro Nuovo di Ferrara, lo spettacolo della compagnia KATAKLO' - Athletic Dance Theatre. Della loro accademia ha fatto parte anche Irene Forlani, ballerina ferrarese di soli 22 anni ma dal curriculum già impressionante. L'abbiamo incontrata: eccovi l'intervista!

Ciao Irene, benvenuta su Occhiaperti.net!
Partiamo con la più ovvia ma necessaria delle domande: com’è nata la tua passione per la danza?

Quando avevo 5 anni, alla materna, una mia amichetta ha cominciato a fare danza. Mi sono unita a lei ed è cominciato tutto così! Ho fatto 11 anni di danza classica, poi a 15 mi sono avvicinata anche all’hip hop, alla danza moderna… Insomma, volevo provare qualcosa di nuovo e ampliare i miei orizzonti. Ho tentato l’audizione per i Kataklò e mi hanno presa. In tre settimane la mia vita è cambiata drasticamente: mia mamma si è trasferita con me, mio papà invece faceva il pendolare. Finita l’accademia ho cominciato a lavorare là. Per una lunga serie di ragioni sono tornata qui a Ferrara, dove avevo anche meno “concorrenza” e più opportunità, ed ora mi trovo ad aver trasformato la mia passione in un lavoro. Ne sono molto contenta!

Come hai reagito quando hai saputo di essere stata presa nell'accademia dei Kataklò?

Ero contentissima, non vedevo l’ora. Avevo proprio voglia di nuove esperienze. Ovviamente all’inizio è stata dura abituarsi ad una nuova città, una nuova classe, un’altra vita. Sono stata però molto fortunata: ho trovato un’ottima classe, ed anche in accademia mi sono subito trovata bene. Un’esperienza estremamente positiva.

Qual è la strada migliore da percorrere per un’aspirante ballerina?

Adesso ci sono tantissime accademie e scuole di formazione professionale, già molte di più di quante non ce ne fossero 5 anni fa quando ho cominciato io. In particolare nelle grandi città come Roma, Milano, Firenze, Torino. Anche qualcosa a Bologna. Le possibiltà si sono ampliate notevolmente.

Hai altre passioni oltre alla danza?

Mi piacerebbe diventare nutrizionista, ho appena cominciato l’università per poterlo diventare.

La competizione sembra essere una componente considerevole nel mondo della danza. Quanta ne hai “respirata” durante il tuo soggiorno a Milano?

In accademia no; fuori, specie nelle audizioni, sì. È normale ce ne sia, ma a mio parere in questo campo ce n’è troppa: alla fine la danza deve rimanere un piacere, e se la competizione diventa eccessiva questo piacere si perde.

Cosa insegni qui a Ferrara?

Alla Gym & Tonic insegno danza acrobatica e cerchio aereo. Per  quanto riguarda la prima abbiamo i “Teen” e gli “Junior”, copriamo una fascia di età che va dai 5 ai 14/15 anni, per il cerchio aereo si va dai 7 ai 17 anni circa. Ovviamente i corsi sono aperti a persone di qualsiasi età! Al CUS insegno invece pilates e power yoga: non mi faccio mancare nulla!

Quali sono le difficoltà maggiori nell’insegnare a dei bambini piccoli?

Per la maggior parte sono molto tranquilli, ciò che è essenziale fargli capire è di non  avere paura. Quando si accorgono di non saper fare qualcosa tendono ad arrendersi, nostro compito è aiutarli a superare i propri timori. Appena poi imparano a fare qualcosa, vanno come delle schegge! Inizialmente devono superare la timidezza e cominciare a fidarsi di noi: una volta fatto questo bisogna saperli gestire e tenere alla bada. Naturalmente ogni bambino è diverso e necessita di un diverso approccio. Siamo contenti delle numerosissime iscrizioni di quest’anno, sono praticamente raddoppiate rispetto all’anno scorso.

Credi che in futuro potrebbe capitarti di tornare, come ballerina, ad una dimensione più competitiva?

Mai dire mai, però mi vedo più come coreografa, a creare coreografie all’interno di un gruppo. Vorrei creare una mia compagnia, mettendo magari in risalto la città di Ferrara.

 Grazie mille Irene!

 

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